Manifesto
Andare oltre

dentato_50px19 dicembre 2014:

Mettersi a litigare sull’euro non servirebbe adesso a tanto. E neanche mi perderei più di tanto a biasimare la pochezza degli economisti e delle società di rating, la venalità dei giornalisti,  l’incoscienza dei banchieri centrali. La grande depressione che il gonfiarsi dei prezzi dei capitali ben oltre la possibilità dei valori aggiunti di remunerarli giudica già bastantemente tutti costoro. Basterebbe tenersi i giornali dell’anno precedente, e compararli poi agli odierni eventi, per dirci quanto ogni più nomata informazione economica lavori solo a confonderci le idee. Cosicché dobbiamo riconoscere adesso che accanto alla distruzione in atto delle economie si svolge ormai da anni e a ritmo esponenziale anche l’annientamento d’ogni percezione economica. Alla plebe globalizzata restano gli istinti e le urla, non pensieri e atti conseguenti, ma gesta confuse, infine pure esse manipolate; e perciò dalle migliori intenzioni sortiscono ogni volta i peggiori effetti. Com’è per la richiesta di stampare moneta, la quale serve da promessa ai poveri, ma alla fine fa star meglio i ricchi. Anzi questa crisi a bene vedere s’origina, e si complica, proprio dal medesimo difetto di conoscenza: dal credere in un Pil rigonfio di quanto economia non è, dal non capire quanto la creazione di capitale sia per lo più fittizia e una quota crescente di lavori inutile. In breve quanto manca alla percezione economica oggi è la percezione del limite tra quanto è l’economia vera, sostanziale e quanto invece serve solamente un circo di valori finti, un sovrappiù fatto non solo di finanza. E’ pertanto il senso di quant’è economico che oggi dovrebbe ricercarsi, è questo limite dell’economico insomma il discrimine che permette di giudicare dei quotidiani disastri dell’attualità e di conoscerli davvero. A questo compito del tutto immodesto si rivolgerà questo seminario d’economia, per il quale l’economia sarà parte, e non tutto della nostra salvezza.

 

Utopie monolitiche
La macchina prescrittiva e von Hayek
Grimm e la Schadenfreude
Come sapeva Hermann Grimm: i tedeschi sbagliano sempre nella stessa maniera
Demografia e immigrazione
Nel 1950 la popolazione italiana era di 47,1 milioni, dai 54,4 milioni nel 2015, senza immigrazione, evolverebbe a 49,5 milioni nel 2030
In Cina si amministra il capitalismo di stato
Nella visione del partito comunista l’intervento governativo è quanto rende l’economia pianificata superiore alle altre
La teoria delle Fluttuazioni economiche di Marco Fanno
L’economista veneto è stato in grado di formulare una vera e propria “teoria generale”, capace di unire sia la teoria del “sovra-risparmio”, sia la teoria del “sovra-investimento
Altro capitale fittizio
L’indebitamento selvaggio continua a rappresentare il principale strumento di creazione di capitale e benessere ovunque nel mondo
La coppia comica
La farsa consueta reiterata di una sinistra sempre da rivoluzione finta che esiste solo per essere cooptata
La ricchezza della nazione e Corrado Gini
un metodo di riferimento fra quanto è “sostanziale”
Intuitu personae e mestiere delle banche
Le Banche Popolari ed il Decreto Legge n.3 del 24 gennaio 2015
La crescita: da promessa statale a lotteria venale
Dove si spiega perché il capitalismo tenda all’ideale cinese e lo Stato sia il primo complice della speculazione
La distopia e la dimora

Il luogo non luogo della tecnica

con
A. Allegra, G. Alvi, R. Paradisi, A. Scarabelli, G. de Turris

sabato 6 marzo 2021 su Zoom

La cittĂ  diffusa

Per una nuova comunitĂ  di imprese e territorio nelle Marche
con
G. Alvi, A. Calafati, G. Lupatelli, M. Orazi, G. Vetritto

giovedì 25 febbraio 2021 su Zoom