5 maggio 2015
5 maggio 2015

Da «Il Venerdì di Repubblica»

Articolo di Marco Filoni

Una testata online, come tante ce ne sono. Eppure differente da tutte le altre. Basterà un saggio dell’editoriale: «Caro Lettore, è il curioso destino di chi scrive non sapere mai chi lo legga; un paradosso elegante finché si scrivano dei libri, e invece confuso, direi anzi pervertito da quella sciagura di dilettanti vanesi, in fretta di dire e quindi sempre maligni, ch’è internet». Non è facile provocazione, visto che a firmare la paradossale invettiva contro la rete in rete è Geminello Alvi. Economista, raffinato acrobata del pensiero e della penna (a lui dobbiamo libri importanti), ha inaugurato con qualche amico “La confederazione italiana” (www.laconfederazioneitaliana.it). Un titolo che, per Alvi, ben riassume una «fede nell’Italia, o meglio nel suo archetipo celeste e venerabile che si riflette nell’anime dei suoi migliori». Gioia della lettura, puro piacere per la libera intelligenza: avis rarissima, sic! Ci si potrà dilettare con un’analisi della “coppia comica” Tsipras-Varoufakis, «accreditati alla maniera dei fratelli Marx: emanando morali senza cravatta ma in confortevole coerenza alla commedia che Bruxelles richiede». O scoprire una lettera inedita del grande architetto Giancarlo de Carlo sul destino delle città e molto altro ancora. Un sontuoso e acuto repertorio.

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