Caro Bernardo

In una nazione infida e di cooperative rosse

Isola del Piano, il 30 settembre 2016. Caro Bernardo Le scrivo per dirLe che mi hanno telefonato  dal Corriere dicendomi che Lei è morto. E chiedendomi un’intervista a riguardo …. Noi, si è stati amici per reciproca stima. E così s’è deciso all’antica di chiamarci per nome, ma darci del Lei per via della differenza d’età. Dunque se io dessi l’intervista e cedessi a dire, come mi ha chiesto il cronista, la mia reazione, La tradirei. Perché la notizia  frettolosa che leggo sul loro sito non è vera. Siamo stati finora non condannati, ma assolti da tutte le accuse. E invece resiste la notizia parziale, finta, …. il coccodrillo frettoloso, in ossequio agli altri.

dentato_50pxLei, Bernardo caro, diceva che sono coraggioso. Piuttosto direi infantile. E i dieci, non so più quanti, processi patiti per via della innocua prefazione mi tormentano da otto anni. Ma chi meno esibisce i sentimenti ne ha di più. Perciò i miei ai giornali non li confido. Figurarsi spiegare a costoro il perché Lei era qualcuno che poteva chiamarsi un uomo. Ne ho conosciuti pochi.  Io dalla prefazione al Suo libro ci ho guadagnato guai nei tribunali, l’esclusione, la certezza conclusiva di vivere in una nazione infida. Potevo chiederLe tutto. Non Le ho chiesto neppure i soldi per questo sito. Perché l’amicizia è la quarta rettitudine: le cose si fanno, perché si devono fare. Solo così si è amici….  e si sta insieme: io in parsimonia e a guardare le stelle, Lei ricco e incazzoso, così da matti per gli altri. Ma da amici. Adesso nel rimirare circolare che sono le ore prime della morte,  La rivedo sulla tenda, mentre da una ragnatela cade un ragno tra Torà e righello. Lei resta in sguardo perplesso ma ingenuo, a sentirsi in respiro d’aria ma al contrario. Adesso arriva pure una scossetta piccola, di terremoto. Il Bernardo Caprotti, era incazzoso ma buono, e tutto d’un pezzo.  Calasso me l’ha detto, … che me Le ha comprate Lei  trecento o non so quante, copie del libro di “Eccentrici”. Ma tacendo. E neppure io Le ho telefonato per ringraziarLa

dentato_50pxLei c’era sempre e io c’ero pure, lo sapevamo. Quindi ci sono anche adesso, e La vedo pensare di traverso, meravigliarsi di com’è potente l’inizio della morte, del sollievo che ne viene, prima del rimorso. Nell’al di là il ricco sono io: pago con una preghiera.  Amico mio, che adesso ringiovanisce mentre io divento vecchio. Lo vede: scrivo su questo sito che  tutti si promettono di finanziare solo per dimenticarsene. Ci legge qualche decina di migliaio di persone a caso. Ma ci legge anche qualche animo mite e giudico che l’esempio di uno senza paura, come Lei, serva da esempio ai giovani. Sui giornali leggeranno solo le interviste a Bersani. E quelli che la prefazione a Falce e Carrello non glieLa hanno scritta, per non guastarsi coi comunisti e trovare guai, diranno: ma quanto era bravo. Sorride come un gatto, tira la bocca da un lato: ha ragione…. Che senso ha dire ai vigliacchi che sono tali, già lo sanno. Ma  ha altro da fare, … un’altra volta ne parliamo, di tutto….  Comunque l’articolo lo  pubblico non adesso, altrimenti si sciupa.  Lo metterò quando finisce il rumore, finalmente in pace: EDN, ICM, PSSR.  Arrivederci Bernardo,

Post Scriptum: nel frattempo, mentre indugiavo a pubblicare questo scritto, dopo cinque cause, tredici processi, la Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi pretesi dalle coop rosse per farmi del male, e confermato le sentenze di proscioglimento d’Appello. Per Lei invece  si torna in Appello ma per una sola causa e su una questione minimale.

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