"..E dopo Roma Goethe diviene il massimo poeta della classicità tedesca"
“..E dopo Roma Goethe diviene il massimo poeta della classicità tedesca”

Ville nella campagna romana. Sui disegni di Goethe

In quelle immagini c’e’ il senso dell’arrivo al porto della bellezza a cui anelava l’anima del maestro tedesco

Le prospettive accidentali degli edifici ferroviari, delle chiese, delle capanne che Mario Sironi nei suoi quadri pone al centro della composizione, nel luogo che presso i maestri del Rinascimento era proprio del punto di fuga della prospettiva centrale, sono anticipate con un grado di singolare similarità in vari disegni del paesaggio romano schizzati ad inchiostro acquerellato da Volfango Goethe.

dentato_50pxNella quiete di Weimar, lungo i colloqui con l’Eckermann, Goethe racconta di aver indugiato per un istante della sua gioventù sull’interrogativo se dedicarsi del tutto alle arti figurative. L’educazione molto accurata che i genitori gli avevano fatto impartire fin dalla puerizia aveva contemplato pure lezioni esaurienti nell’arte del disegno e nella pittura. Ed il disegno, spesso ravvivato dai colori, accompagna tutta l’operosa vita del grande Tedesco, il quale all’interrogativo balenato nello sforzo titanico di dominare e costringer ad una forma il proprio genio aveva presto dato una risposta seguita da decisione irrevocabile: sarebbe stato poeta e non altro.

dentato_50pxA Roma il poeta, ormai da tempo sicuro della propria vocazione, non trascurò tuttavia di coltivare il disegno e per i suoi schizzi ed acquerelli ricevette degli elogi, che avrebbero lusingato qualsiasi pittore, da parte di Angelika Kaufmann, la quale di arti figurative se ne intendeva più d’ogni altro nella capitale pontificia di quel tempo.

dentato_50pxAd Eckermann, Goethe, tornando ai ricordi romani e ragionando di arte, rammenta i propri taccuini illustrati, racconta dei complimenti avuti dalla grande pittrice e conclude con il dire che osservati ancora tanto tempo dopo, quei disegni, quegli acquerelli tradivano in effetti un talento cui fu obbligo porre un limite.

dentato_50pxDelle prove figurative del poeta tedesco paesaggi ed architetture sono parte consistente. E in vari schizzi di paesaggio del celebre soggiorno romano, per le architetture remote alla campagna è la visione d’angolo, la prospettiva accidentale che viene scelta. Si tratta di edifici sopraelevati che campeggiano al centro della composizione, o lievemente spostati di lato. Prevale nella suggestione, che questa scelta prospettica può suscitare in chi osserva il disegno, il senso del riparo, del porto inaspettato quale una sorte provvidente ha reso possibile.

dentato_50pxSi potrebbe quasi pensare che lo stupore e la gioia provati dal poeta tedesco alla vista della campagna romana si siano trasfusi nelle linee che rappresentano in vista d’angolo le ville: esprimono forse il senso dell’arrivo al porto della bellezza da lungo tempo sospirato. Il senso d’una mèta agognata e raggiunta dopo stagioni di eroici furori, quali erano stati per Goethe quelli della gioventù studentesca e del noviziato letterario: i goticismi ossianici, le passioni alla Werther avevano raggiunto presto il limite che se oltrepassato poteva condurre alla tragedia, se superato non poteva che condurre a più compiute forme. Che per Goethe sono quelle antiche, elleniche e romane.

dentato_50pxGiustificata pare quindi in questi schizzi la visione delle ville in prospettiva accidentale: il porto della bellezza e della forma si presenta d’angolo, il viatore non vi giunge per una strada centrale ma vi arriva a fatica, con disciplina di volontà e per vie traverse. Al centro è la villa, ai lati i due punti di fuga adombrano un nuovo interrogativo sulla via da imboccare e la conseguente decisione da prendere. E dopo Roma Goethe diviene il massimo poeta della classicità tedesca.

 

 

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Raccolta fondi dei poveri o dei ricchi?

Diversi anni fa incontrai un prete ciccione, di quelli trafficanti, il quale discorrendo di non so quale pratica idea mi ammonì, solenne: “Guardi che le buone azioni si fanno con le chiacchiere dei ricchi e i soldi dei poveri”. Non so quanto sia vero, ma sia dei ricchi, sia dei Leggi di più[…]