Sarebbe un grande successo finanziarci soltanto con il contributo volontario dei lettori

Sarebbe un grande successo finanziarci soltanto con il contributo volontario dei lettori

Molti consigli, ma poco denaro

Il nostro giornale mantiene il libero accesso, non ha disturbi pubblicitari, e siamo arrivati a circa tremila nuovi lettori al mese.

Il pregio e l’originalità  degli articoli, il libero accesso, l’assenza di volgarità, e malgrado ciò tremila nuovi accessi in media al mese, senza neppure doversi subire una pubblicità, sono buone notizie. Ma ormai il sistema senza manutenzione funziona sempre meno. La grafica del sito e la sua organizzazione implicano infatti una lavorazione informatica più complicata.  La qualità delle immagini è caduta, e si è dovuto rinunciare alla grafica. Della decina di seminari previsti quest’anno siamo riusciti a farne e a fatica soltanto due. Gli articoli pubblicati sono infine diminuiti a circa tre a settimana per risparmiare sulle spese di redazione, e sono aumentati i refusi. In breve malgrado gli articoli siano scritti senza compenso e malgrado alcuni, pochi,  lettori siano stati generosi, il denaro manca.

dentato_50pxDel resto molti sinceri promettono o si promettono di inviare un contributo alla Confederazione. Ma solo a pensarlo gli pare evidentemente di averlo fatto per davvero, cosicché alla fine si contano sul palmo di una mano quelli che lo fanno e nutrono i nostri due conti.  Soltanto per i seminari sarebbero occorsi circa ventimila euro. Dai contributi volontari dei lettori sono arrivati da inizio d’anno in totale meno di tremila euro. Troppo pochi. Perciò se il corso delle cose non cambia decadremo ancora, in una fine non troppo lontana.

dentato_50pxEppure ci leggono tremila persone nuove al mese, che fanno quasi quarantamila in corso d’anno. E ci abbiamo messo ogni pazienza. In verità questa piccola impresa mantiene una sua direzione verticale, poco attenta agli spergiuri orizzontali dell’anima, quindi alla destra e alla sinistra. Ben pochi, lo intendo, si rendono conto di quanto tempo e dedizione ci costi nutrire questo sito, per cui i più non pagano niente, ma pretendono.

dentato_50pxE comunque sia, chi non parteggia per  la plebe dell’anima che adesso dilaga, dovrebbe sostenerci. Come hanno fatto con leale generosità intanto da aprile nell’ordine: Fulvio Andriassevic, Alberto Carandini, Simone Marconi, Giampaolo Martelli, Daniela Tavian, Samuele Anese, Filippo Giovannini, Mario Crevola, Fausta Chizzini, Massimo Vitali, Maria Margini, Fabrizio Berto, Elena  Marcante, Francesco  Castanó, Marco Giussan. Li ringraziamo, ma sono stati pochi, e dovesse continuare così, ognuno di noi tornerà entro breve ai suoi affari e il nobile tentativo, che è l’esistenza di questo colto giornale, terminerà.

dentato_50pxConsiglierei di evitare i consigli, o almeno se è più forte di voi il desiderio di darceli, di accompagnarli a dei contributi: anche dolci di natale, galline da brodo, maglioni col collo alto. E comunque meglio sarebbe l’equalizzante universale ovvero l’identicamente identico: il denaro. Peraltro avere fede nel fatto che la cultura non debba essere più venduta, e invece viva sanamente soltanto se sostenuta dal dono, è quanto stiamo tentando con  la nostra Confederazione italiana, e riuscire a realizzarlo coi lettori sarebbe un successo non meno importante della bontà degli articoli pubblicati. Qui di seguito trascriviamo la parabola consueta dei poveri e dei ricchi e quindi la maniera di finanziarci.

dentato_50pxRaccolta fondi dei poveri o dei ricchi?

Diversi anni fa incontrai un prete ciccione, di quelli trafficanti, il quale discorrendo di non so quale pratica idea mi ammonì, solenne: “Guardi che le buone azioni si fanno con le chiacchiere dei ricchi e i soldi dei poveri”. Non so quanto sia vero, ma sia dei ricchi, sia dei poveri la nostra confederazione amicale ha già bisogno. Mantenere la dignità di forma e d’intenti che essa mostra ha i suoi bei costi. E siamo determinati poi di non finanziarli alla maniera degli altri, ovverosia ricorrendo a sussidi statali oppure vendendo le idee. L’intento è infatti uno libertario. Non adatto a mettersi in fila e brigare per una prebenda delle tante omologanti, e nemmeno a provarsi di mettere in piedi società editoriali. Alla libertà della cultura si adatta il dono, giacché il libertario mai è materialista, non fa dipendere la cultura dalle regole del mercato o dello stato. Tantomeno crede che essa sia generata dal denaro. Al contrario sa che è lo spirito a creare il denaro, ed è quello nostro che dovrà generare quel poco, ma non troppo, che basta alla nostra impresa. Perciò chiediamo ai lettori di dare pure forma di denaro a quanto il nostro spirito produce, ne stiano certi, poi lo bruceremo subito, spendendolo. E tuttavia, giacché in Italia a dar retta al Vaticano non si sbaglia mai, ecco qui di seguito anche due possibilità per i lettori non parassiti, di ripagare i costi di quanto leggono, di un atto di responsabilità nei confronti degli uomini liberi che siamo. Il primo conto vale per i ricchi e implica un “contributo volontario”, questa la dizione da ripetere nel bonifico, di almeno tre mila euro. Il secondo conto invece vale per i poveri e implica un “contributo volontario”, questa la dizione da ripetere nel bonifico, di almeno cinquanta euro. Ai lettori la scelta, che è anche la maniera per capire chi ha ragione o torto. O forse no. Esisterebbe infatti una terza soluzione: il sacrificio, fino all’estinzione. Non è detto sia la peggiore. Anzi ci avvicina a un preciso paradiso, Buddista e solare, quello Tusita.

dentato_50pxRaccolta fondi dai ricchi

dentato_50pxcontributo minimo: €3000
Scrivere nella causale contributo volontario all’Istituto della Confederazione Italiana-IDCI e versarlo nel conto aperto presso Banca Prossima IBAN: IT24 X033 5901 6001 0000 0079 475

dentato_50pxRaccolta fondi dai poveri

dentato_50pxcontributo minimo: €50
Scrivere nella causale contributo volontario a Istituto della Confederazione Italiana-IDCI e versarlo in questo altro conto sempre presso Banca Prossima IBAN: IT91 Z033 5967 6845 1070 0175 464

dentato_50pxRaccolta dei nostri sacrifici

dentato_50pxScrivere nella causale contributo volontario alla causa celeste di wwwlaconfederazioneitaliana.it. e versarlo in questo altro conto aperto presso Banca Lontana IBAN: PaRa DiS0 Tusita RupaVaRa 1000 0000 000

 

COMMENTA

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  1. Vi ho scoperto da pochissimo tempo, per puro caso, sono una persona di poca cultura ma vi leggo e rileggo con tanto interesse.Non mancherò con un mio sostegno.Grazie …..e vi prego tenete duro

      1. Grazie per la cortese risposta, seriamente non avevo alcuna intenzione d’irritarvi. Mi spiace. Sono un vostro lettore, di simpatie libertariane e mi piacciono le adesioni su base volontaria, come gli autofinanziamenti.

Raccolta fondi dei poveri o dei ricchi?

Diversi anni fa incontrai un prete ciccione, di quelli trafficanti, il quale discorrendo di non so quale pratica idea mi ammonì, solenne: “Guardi che le buone azioni si fanno con le chiacchiere dei ricchi e i soldi dei poveri”. Non so quanto sia vero, ma sia dei ricchi, sia dei Leggi di più[…]