“… e solo nella costellazione del cigno ritroverà in eterno l'archetipo degli indoeuropei”
“… e solo nella costellazione del cigno ritroverà in eterno l’archetipo degli indoeuropei”

La razza del cigno, la prima che finirà

Le migrazioni indispensabili alla guerra di tutti contro tutti

La desueta conferenza di Adalfonso Battelli venne pubblicata nell’ora lontano 1942 con immagine wagneriana in copertina,  stampata sui cartoni della tipografica Aiudi di Fano, e però divulgata con circospezione. Circolò in ambienti massonici, e resiste tra le carte ereditate da un mio zio, pure lui ai tempi vigilato dal regime. Il contenuto di questo scritto era eccentrico agli orientamenti del fascismo e biasimava le politiche demografiche che esso perseguiva. Batelli, definisce tra l’altro  “vergognosa aberrazione” la persecuzione degli ebrei. E tuttavia il suo spiritualismo implica alla fine un giudizio razziale: contro l’ottimismo fascista Batelli infatti prevede nei decenni  a venire “l’estinzione della civiltà italiana e peranco il perdersi della fisiognomica degli italiani”.

dentato_50pxE ancora: “Di virtù e vizi che avevano protetta l’Italia facendola mirabile e grandissima nei secoli, resterà un ben misero nulla… dagli eventi del secondo dopoguerra, che si approssima, deriverà in poche generazioni la fine di ogni italica razza…”. Sopravverrà il ben altro mondo nel quale “il borghese diventa proletario e il proletario borghese com’è nelle sale dei cinema anche nostri… persa la guerra, il senso di obbedire e comandare ci risulterà smarrito, confuso dalle manie di qualcheduna reclam”. Il cattolicesimo poi “ormai estraneo, anzi inimico d’ogni sapere primigenio sarà misera protezione alla tirannia di masse decadenti e ossesse delle metropoli dell’America…; il socialismo piuttosto le asseconderà…” Da ciò appunto consegue secondo il Battelli “quel disfarsi inevitabile spirituale e quindi demografico di quanto di buono sopravvive ancora nella razza; come già diede bastante tragica mostra la decadenza dell’antica Roma… ”.

dentato_50pxBattelli parla in proposito di “pervicace impulso al suicidio, come risultato delle due guerre  mondiali, anticipando quanto Evola scriverà anni dopo nel Cammino del Cinabro: “L’Occidente si è preparato e sta preparandosi la propria rovina con un’ottusità da bestiame bovino, la quale … farebbe pensare al detto che il dio acceca coloro che vuole perdere”. E proprio questa rovina genera “la fine della razza bianca, come disastro imputabile prima alla decadenza sua propria, e solo  per esito secondo all’invasione delle razze di Africa e Asia.” In breve secondo Battelli, il caos dell’Europa futura si spiega, è l’esito ovvio “d’un Occidente in tramonto che a vedersi darà sempre più pena e disgusto …”.

dentato_50pxE ancora preveggente: “della qualcosa le migrazioni di indolenti cafiri e suk arabi” devono prevedersi ovvio e cupo completamento. Adegueranno “con i loro volti deformati da istinti indomabili e infantili, anche l’esteriorità degli abitanti della penisola italiana al materialismo e  alla decadenza delle anime”. E l’Italia con essi sempre più diverrà Medio Oriente. Era già successo nel Meridione dell’Italia in epoca romana, quando il latifondo vi aveva trasferito vari milioni di schiavi mediterranei, facendo divenire gli italici esigua minoranza, e così “rovinando per sempre quelle regioni”. Succederà in poche generazioni a tutta la Penisola, che “tra qualche  secolo non si chiamerà più Italia” prevede ancora Battelli. Il fenomeno del resto corrisponde “al marcimento inevitabile di quanto proviene dal sangue e dalla razza”. La distinzione cruciale del futuro sarà piuttosto tra la cultura spirituale in formazione, nella quale “le virtù dei popoli indoeuropei” potranno evolvere “a mete superiori”, e “il meticciato d’incubi apocalittici” come lo chiama ancora. Seguono varie altre citazioni che fanno indovinare il suo legame con gli ambienti della vecchia “Berean Society” e consimili circoli anglosassoni, avversi agli americani e conservatori.

dentato_50pxNon manca comunque il riferimento a “l’epoca spirituale dei pochi che si presagisce”. Le forme lasciate dallo Spirito nei visi e nelle fisiognomiche passate degli indoeuropei, seppure destinate a finire, hanno marcato la differenza, secondo Battelli. Il quale a confermarsi nella sua persuasione cita Zaratustra e il fatto che: “Essendo la razza bianca la migliore; essa è la prima che deve finire ovvero evolvere ad altro… Il conto degli anni diviene più stretto, come le stelle più vicine per il cuore di chi le ammira … solo nella costellazione del cigno ritroverà in eterno l’archetipo degli indoeuropei”.

dentato_50pxMa gli ultimi di costoro fedeli al cigno, o i pochi degni tra loro, rimasti in Occidente o altrove, intanto evolveranno a forma ulteriore e superiore, spirituale. Gli altri, gli indegni asserviti agli istinti, la perderanno. La forma umana degenererà nei tratti di un’animalità cupa, incline ai grevi istinti delle nuove  plebi. E andrebbe a riguardo ricordato anche il dottor Steiner, ovvero quanto diceva  dei neri americani coerenti alla dialettica del materialismo degli Stati Uniti, e della dialettica tra la  Russia e l’Oriente.  “Corpi di energumeni, musica sincopata che risuona orgia nel corpo, immonde magie,  infantile e fanatica cerca continua di rivalse: gli ulteriori alimenti che l’Africa donerà al materialismo dell’Occidente”.  Ma  allora l’odierna resistenza degli slavi a queste  migrazioni potrebbe dirsi provvidenza misteriosa, se come lui pretende “l’invasione africana aiuterà il progresso della guerra di tutti contro tutti”. Risalta l’attualità di quanto Battelli, ucciso da una polmonite durante il passaggio del fronte sulla Linea gotica, scrisse con una franchezza adesso desueta, anzi potremmo dire ormai vietata per legge

COMMENTA

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  1. Singolare articolo colmo di efficace narrativa e di coraggio delle idee.
    Sicuramente nella frastagliata intellighenzia di quell’epoca altri coraggiosi uomini hanno espresso le loro idee. Ogni razza ha il suo scopo e la sua colpa.
    Ringrazio il Prof Benedettoni per il suo così ammirevole scritto

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