Stanley Kubrick lo trovò così esaltante  da coinvolgere lo stesso Kahn nella realizzazione del film "Dr Strangelove, o come imparare a non preoccuparsi e ad amare la Bomba"
Stanley Kubrick lo trovò così esaltante da coinvolgere lo stesso Kahn nella realizzazione del film “Dr Strangelove, o come imparare a non preoccuparsi e ad amare la Bomba”

Herman Kahn, visioni dal futuro

All’inizio degli anni ’70, in Giappone stava emergendo una nuova realtà socio-politico-economica che si contrapponeva all’immobilismo di una casta ancora legata ai concetti di imperialismo e sovranità dell’anziano Imperatore. Accanto al tradizionale partito politico del Komeito, si stava imponendo a macchia d’olio un’organizzazione legata ai principi di una nuova religione; la Soka Gakkai o Società per la creazione di nuovi valori. Movimento laico-religioso che imponeva assoluta devozione al sutra del Loto, antico testo del buddismo. In breve tempo gli animatori della setta  riuscirono ad imporsi su  milioni di giapponesi ancora sconvolti dagli esiti di una guerra disastrosa, costruendo nuovi Templi in tutto il Paese, pubblicando un quotidiano a larga diffusione e trasmettendo i loro messaggi con un proprio canale TV.

dentato_50pxScrittori, uomini politici e intellettuali tentarono di mettere in guardia la classe media giapponese contro le motivazioni demagogiche e a fine di lucro che  animavano i dirigenti della Soka Gakkai ma ebbero scarso successo. Un famoso uomo di cultura – Hirotatsu Fujiwara – scrisse addirittura un libro: I denounce Soka Kakkai: venne arrestato.

dentato_50pxIl Giappone era, comunque, un mondo che cambiava; così come, qualche anno prima, l’Inghilterra dei Beatles aveva dimostrato di volersi liberare, con Mary Quant e la minigonna, della pesante eredità dell’epoca Vittoriana. Le grandi industrie automobilistiche ed elettroniche cominciarono a svilupparsi in quel periodo, il successo dei loro prodotti nel mondo fu agevolato dal totale senso di appartenenza e devozione all’azienda da parte degli operai giapponesi. Il posto di lavoro non era un qualcosa di passeggero; era anche la loro casa, il loro futuro.

dentato_50pxNon disponendo più di spazio sulla terraferma per ospitare una popolazione di oltre 100 milioni di anime in continua crescita, si stavano progettando isole galleggianti e semoventi, tali da poter essere spostate dovunque sul mare. Ed anche città sottomarine da utilizzare nei pressi di megalopoli tipo Tokio; come quartieri satelliti attrezzati con supermercati e alberghi. Il tutto comandato da impianti elettronici e tv a circuito chiuso per consentire alla massaia di poter ordinare la sua spesa quotidiana o settimanale avendo a disposizione, su uno schermo, i prezzi e i prodotti da acquistare.

dentato_50pxRammento che, in un centro di sperimentazione agroalimentare, a Tokio, si  producevano bistecche di manzo utilizzando la soja (oggi si vendono anche da noi). Ne assaggiai una, niente male, ma nulla a che vedere con una bistecca Kobe; proveniente da bovini allevati con la birra e che costava un occhio della testa.

dentato_50pxL’inchiesta che stavamo conducendo sul Giappone con i suoi tentativi di accelerare la corsa verso il 2000 (eravamo nel 1972), necessitava di alcune verifiche: al di là del Giappone, cosa ne sarebbe stato del genere umano nei 30 anni a venire, prima della fine del ventesimo secolo? Ritenni che l’unico grande contenitore di uomini, idee e mezzi per tentarle, fossero gli Stati Uniti. Un libro, The year 2000, scritto 4 anni prima da uno scienziato che i media americani chiamavano rispettosamente the fat man ( dal nomignolo di uno dei  due ordigni sganciati nel ’45 sul Giappone) conteneva certamente alcune previsioni che valeva la pena di esaminare.

dentato_50pxL’uomo grasso si chiamava Herman Kahn e mi sembra corretto riportare alcune delle quotazioni su di lui da parte del mondo scientifico-culturale: tra i più grandi intelletti del mondo; presenza ipnotizzante; un futurista che tenta di condizionare la storia prima che si verifichi; I.Q. stratosferico; un provocatore nel tranquillo mondo delle idee, un riformista, un tecnocrate ottimista; un intellettuale dal libero pensiero. Di se, lui stesso scrisse: pragmatico, eclettico e sintetico nel pensare; nemico dell’ignoranza; contrario al pensiero dominante.

dentato_50pxDelle interessanti previsioni riportate nel suo libro-scritto con il futurologo  Anthony Wiener – ne parlammo a lungo con lui durante una massacrante intervista nella sede dell’Hudson Institute, da lui fondato a New York; qualche cenno in coda. Ciò che rese famoso Kahn fu il suo contributo nell’elaborazione di differenti strategie da adottare nel caso dell’unthinkable, dell’impensabile, cioè la guerra nucleare. Ai primi degli anni ’60, in piena Cold War, la tensione tra i due blocchi era intensa. Il successo dello Sputnik, lanciato dai russi nell’Ottobre del ’57, aveva messo in crisi gli americani: si resero conto di essere indietro nella corsa allo spazio. In quei giorni lo sviluppo scientifico-bellico era infatti il sistema di misura della forza militare delle superpotenze.

dentato_50pxIn tale tesa atmosfera Herman Kahn se ne uscì con un altro libro il cui titolo già di  per se era da incubo:^On Thermonuclear War. Il trattato si basava su due premesse: un tale conflitto era certamente possibile in quanto, Stati Uniti e Unione Sovietica, disponevano entrambi di massicci arsenali nucleari; una guerra del genere, infine, si poteva anche vincere, come qualsiasi altra guerra. Le conseguenze in caso di scoppio? “Centinaia di milioni di individui periranno – scriveva Kahn – e alcune grandi metropoli verranno distrutte: ma la vita continuerà. Come avvenne in Europa nel 1300 con la Black Death, quando una pandemia sconvolse il Continente con la morte stimata in 75-100 milioni di anime; o in Giappone, dopo le due atomiche su Hiroshima e Nagasaki”.

dentato_50pxHerman Kahn incuteva fascino o repulsione a chi lo affrontava, ed era considerato il peso massimo di quel gruppo di intellettuali che, negli anni della guerra fredda tra i due blocchi, si esibivano all’interno della RAND (Ricerca e Sviluppo), un Dipartimento indipendente dell’Air Force che gestiva l’arsenale nucleare nazionale. Questi scienziati elaboravano i possibili scenari da affrontare:  era il caso -appunto- dell’unthinkable: come prevenirla, come vincerla, come sopravvivere in caso di sconfitta. Per Kahn era di fondamentale importanza che –  anche in caso di apocalittiche devastazioni – i superstiti non fossero costretti ad  invidiare i morti .”Se gli americani non sono disposti ad accettare le conseguenze, anche le più orribili, di una guerra nucleare-scrisse-se non sono più che convinti – in caso di necessità – di dover push the button, lo sforzo bellico intrapreso per preservare la pace è solo un bluff”.

dentato_50pxLa sopravvivenza dei superstiti è la parte più interessante e discussa delle 651 pagine di On Thermonuclear War. “Ciò che rende una guerra nucleare differente da un qualsiasi altro conflitto non è il numero dei morti – scrive Kahn- ma un fattore nuovo: l’ambiente, l’habitat in cui l’uomo dovrà vivere dopo la fine dello scontro. Gli annunciati pericoli connessi alla radioattività sono esagerati ; il fallout renderà la vita meno piacevole creando qualche inconveniente: ma nel mondo di oggi esistono già inconvenienti e situazioni spiacevoli”, si legge nel libro. “La guerra è un qualcosa di terribile: ma lo è anche la pace. Dopo un conflitto nucleare molti nuovi nati nasceranno con qualche difetto: ma già oggi, il 4 per cento dei neonati nascono con malformazioni”, fu la spietata analisi dello scienziato.

dentato_50pxLa pioggia radioattiva che contaminerà l’ambiente renderà anche necessaria la classificazione delle sostanze alimentari in base ai rispettivi quantitativi di radiazioni assorbite. Quanto a somministrarle, Kahn suggeriva una loro suddivisione da A a E.I cibi con minori quantità di stronzio dovevano essere  consumati dalle donne in stato di gravidanza e dai bambini; quelli con dosi superiori, di grado D, dagli oltre 40enni mentre al bestiame verrebbe destinato il foraggio con più alta concentrazione di radiazioni. In quest’ultima sezione – la E – Kahn includeva anche tutte le persone di una certa età. “Costoro – sosteneva –  moriranno per altre malattie, prima di sviluppare il cancro dovuto alle radiazioni”.

dentato_50pxAccanito sostenitore dei sistemi per la difesa civile, Kahn elaborò progetti per costruire rifugi atomici a prezzi stracciati: da 500 a 900 dollari ciascuno, di alte qualità strutturali, da realizzare anche nella roccia sotto Manhattan.”Questi rifugi -precisò- oltre a proteggere gli americani, serviranno ad aumentare la credibilità degli Stati Uniti quanto alle sue possibilità di vincere un conflitto nucleare. Una potenza che riesce a proteggere la sua popolazione urbana, si trova in una posizione privilegiata rispetto a chi (vedi l’URSS) non l’ha fatto: disporre di più rifugi atomici equivale – concludeva – a possedere una quantità maggiore di missili”. Nel corso degli anni della guerra fredda furono oltre 100 milioni i rifugi nucleari così realizzati dall’Amministrazione Kennedy; che distribuì gratuitamente anche due milioni di misuratori per radiazioni agli abitanti delle grandi città.

dentato_50pxNei primi tre mesi dalla sua pubblicazione, del libro On Thermonuclear War  se ne vendettero 15 mila copie; il regista Stanley Kubrick lo trovò così esaltante  da coinvolgere lo stesso Kahn nella realizzazione del film Dr Strangelove, o come imparare a non preoccuparsi e ad amare la Bomba; una divertente satira antimilitarista dove un Generale mezzo matto autorizzava il Comandante di una base aerea a far decollare i suoi bombardieri nel caso le comunicazioni tra loro si fossero interrotte per un attacco nemico. Critiche feroci piovvero su Herman Kahn per la sua “brutale descrizione” di tali spaventose catastrofi e per l’aver terrorizzato la gente; altri – come Bertrand Russel – lo elogiarono per aver dimostrato, con la sua opera, che l’unico mezzo per evitare una guerra nucleare, era il disarmo totale; da parte di tutti, naturalmente!

dentato_50pxCon l’intervista che ci concesse a New York, volevamo accertare le possibilità che fossero credibili le innumerevoli previsioni sue e di Anthony Wiener per i successivi 30 anni; contenute nel libro The year  2000. Si accennava a scoperte scientifiche come la possibilità di conoscere in anticipo il sesso di un nascituro; il controllo del clima, lo sviluppo chimico dell’intelligenza, il prolungamento della vita umana oltre i 150 anni, l’invasione dei computers, migliorate capacità di poter mutare il sesso dei bambini e degli adulti, l’estrazione di petrolio dagli scisti argillosi. Previsioni da lui riconfermate, con l’aggiunta di sottili analisi politico-economiche dell’allora situazione mondiale. Quanto al Giappone e alla sua corsa verso il futuro (motivo del nostro disturbo), Kahn lo aveva già collocato, agli inizi degli anni’70, tra le 5 grandi potenze insieme a Germania Ovest, Francia, Cina e Inghilterra; al seguito di Unione Sovietica e Stati Uniti. Anche l’Italia veniva collocata fra le tre potenze intermedie che -sempre in quell’inizio anni ’70 – avrebbero pesato sul piano internazionale (seguivano Canada e India).

dentato_50pxIl lungo dialogo con il professor Kahn, un omone non molto affabile che qualche anno più tardi avrei paragonato al Nobel prof. Carlo Rubbia, mi fece sudare freddo. Era davvero un padreterno, le sue dotte e complicate risposte alle mie domande creavano imbarazzo al solo pensiero che avrei dovuto renderle digeribili per il distratto pubblico televisivo. In qualche modo ce la cavammo.

dentato_50pxHerman Kahn se ne andò il 7 Luglio del 1983 – a 61 anni – ufficialmente per un attacco di cuore. Dissero anche che si fosse suicidato.

 

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


  1. E bello avere tra gli amici una persona come te che oltre ad un grande e riconosciuto valore professionale può a ragione ritenere di aver incontrato personaggi di assoluto rilievo culturale e storico. Questo articolo ne è palpabile testimonianza. Mi auguro di poter presto sentire dalla tua viva voce una storia altrettanto unica ed interessante

  2. Interessante articolo del grande Biancacci che riporta ad una visione del futuro che ormai è diventato il presente se non addirittura il passato prossimo. Tutti gli accadimenti previsti da questi grandi personaggi che potrebbero sembrare visionari si avverano puntualmente. Ma gli uomini timorosi non vogliono mai tenerne conto. Che peccato che la finanza d’assalto abbia sostituito gli studi degli economisti. Ci potremmo risparmiare molto dolore!

Raccolta fondi dei poveri o dei ricchi?

Diversi anni fa incontrai un prete ciccione, di quelli trafficanti, il quale discorrendo di non so quale pratica idea mi ammonì, solenne: “Guardi che le buone azioni si fanno con le chiacchiere dei ricchi e i soldi dei poveri”. Non so quanto sia vero, ma sia dei ricchi, sia dei Leggi di più[…]