"Per due anni siamo andati avanti con elegante efficacia"
“Per due anni siamo andati avanti con elegante efficacia”

Le pubblicazioni sono sospese

L’avventura della nostra piccola confederazione, dopo due anni di gloria, dal 10 marzo viene sospesa

Era stato già in verità avventuroso iniziarle, le pubblicazioni, considerato che la più parte di quanti ci avevano incoraggiato, e promesso di finanziarci, si era da subito dileguata. Eppure per due anni siamo andati avanti con elegante efficacia. Ma il venir meno dell’unico amico restato a sostenere la maggior parte del nostro esiguo bilancio ci ha dato il colpo di grazia. La raccolta fondi dei lettori è stata insufficiente, e la redazione ha iniziato a non funzionare più. Un difetto di fervore? Certo, ma di esso, come della libertà, non ha senso recriminare: tutti avevano altri doveri loro ai quali anche obbedire. E comunque ammetto che il fallimento è mio. Per qualche mese o settimana, la rivista resterà ancora consultabile. Dopodiché verrà chiusa. Il non molto che rimane in cassa sarà devoluto per sostenere un’iniziativa giovanile già definita. Grazie a quanti hanno scritto e si sono adoprati per la Confederazione Italiana; a me il rammarico di non aver saputo proteggerla e però la gioia di averla tentata.

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  1. Recita il necrologio di Geminello Alvi : “Per qualche mese o settimana, la rivista resterà ancora consultabile. Dopodiché verrà chiusa”.
    Il tempo passa quindi, da parte mia, un’ultima nota.
    Sarà relativamente facile continuare a seguire la produzione libraria di Alvi.
    Molto più difficile – almeno per me – venire a conoscenza di eventuali collaborazioni con giornali o riviste.
    Prego Alvi di dirci se è possibile (e come) rimanere aggiornati su questo suo tipo di attività
    Grazie.

  2. Ho appreso solo oggi della sospensione della pubblicazione, forse anche per via della mia distrazione causata da un periodo di cattiva salute. Mi dispiace molto della decisione della redazione, evidentemente ineluttabile.
    LA CONFEDERAZIONE ITALIANA è stata una iniziativa molto valida e culturalmente di alto livello: lascia il vuoto di un pensiero non allineato e fecondo. Un grande ringraziamento soprattutto a Geminello Alvi e a tutti i collaboratori. Auguri per nuove attività.

  3. Non ci resta che tentare con una comunità anarchica a Isola del Piano . ( Sarebbe doveroso che il nome ricordasse Sergio Quinzio)

  4. Molto dispiaciuto. La generosità di Geminello Alvi è un dono. Si può sperare di ritrovarla per altre vie. Però la sospensione rattrista, ed è responsabilità un po’ di tutti.

  5. Dispiace veramente ,per me la confederazione è stimolo di riflessione, studio e crescita.
    Un posto senza eguali ,possibile debba proprio fermarsi?

  6. Il condizionale del Paolinelli mi spinge a manifestare un mio meschinissimo cruccio.
    Confesso, erano mesi che mi ero ripromesso di partecipare, per la seconda volta in tutto, con un contributo dei poveri (men che una goccia nel mare, certo, ma tant’è). Il 10 Marzo ero davvero sul punto di farlo, quando la lettura della sospensione mi ha fermato.
    Eppure mi sono sentito, in qualche modo, colpevole. Non tanto per non averlo fatto prima, ma proprio per essermi fermato. Se non altro perché siamo in tempi di calcolo che induce alla resa un po’ dappertutto, non solo negli ospedali – dove si aggirano spettri cacotanasici di cui nel mio unico intervento in questa confederazione mi sono lamentato, ben conscio di rischiar l’esilio – ma perfino dal Soglio adesso si è preso ad andare e venire “con scuse condizionali”. E ognun sa con quant’altro si potrebbe esemplificare, quest’eccesso d’immaginato futuro che paralizza o addirittura uccide la vita presente.

    Avevo iniziato a scrivere per chiedere se un contributo povero potesse ancora *servire*, anche solo a prolungare di un giorno l’esistenza di quanto già c’è.

    Ma nello scrivere mi sono vergognato del mio sottomettermi all’utile, questa bassa incarnazione della “diffidenza che tentenna”. Un errore, cioè.

    Non chiedo più niente e ho gettato le mie due monetine.

    Se non altro per ringraziare.

  7. In un freddo pomeriggio dello scorso inverno ho avuto la fortuna di conoscere Geminello Alvi, La Confederazione Italiana e il systema russo di cui il dottor Alvi è egregio maestro. La grandezza dell’insieme “Confederazione” mi è apparsa subito evidente, come evidentemente vani sono stati i tentativi di divulgarla tra le mie conoscenze. Il triste epilogo di un progetto culturale tanto grande e unico non è altro che il rigurgito di una società marcia e senza valori, fatta da persone disinteressate a tutto fuorché al proprio tornaconto monetario e politico. Certo il dottor Alvi ci aveva avvertito nel suo “Circa il denaro”: non sarebbe stato facile (passatemi una semplificazione non all’altezza), anche se di illustri colleghi “poveri” che come me hanno contribuito ce ne sono stati. Evidentemente una goccia nel mare delle necessità. A titolo personale desidererei modificare nell’importo e nella cadenza il contributo dei poveri se questo servisse a continuare le pubblicazioni.

  8. Anche a me mancherà . E tanto . Non potendo e non avendo potuto fare alcunché per contribuire posso solo ringraziare per avermi regalato di mantenere aperto il cervello. Ho constatato che i simili si ritrovano. Chissà … Confido nel cartaceo come tanti illusi nella sua longevità. E spero di ritrovarvi come la più bella delle sorprese del web . Vento in poppa a ciascuno di Voi !

  9. La Confederazione era come le foreste del Canada, o le Isole del Pacifico o il Sahara, io non ci sono mai stato, ma sapere che esistono mi allieta i giorni.. I due preziosi seminari a Monte Gagliardo che ho avuto la fortuna di frequentare rimarranno in me a ricordarmi che un altro mondo è possibile.

    …Salutarsi è negare la separazione, è dire: “oggi giochiamo a separarci ma ci vedremo domani”. Jorge Luis Borges

  10. Mi spiace moltissimo, potendo essere un finanziatore lo avrei fatto molto volentieri.
    Grazie per avermi permesso di immaginare “un’isola che non c’è”. Mi mancheranno moltissimo i vostri spunti di riflessione. Un grazie particolare a Geminello Alvi che con i suoi scritti e la sua cultura, mi ha illuminato su tante cose.

  11. Rincorro per anni Geminello Alvi commentatore giornalista pubblicista e quando finalmente lo ritrovo in poco tempo lo perdo.
    Credo abbia ragione Mirco qui sotto: la morte prematura era destino, e proprio per questo si deve insistere.
    Sono povero e quindi non posso finanziare nulla.
    Non potremmo almeno salvare tutti gli articoli in formato PDF e diffondere la pubblicazione a futura memoria ? Un modesto contributo economico potrei donarlo anch’io.
    Comunque, arrivederci.
    Marco Pistarino

  12. Nella sua nascita il destino di una morte prematura, dunque voluta. La Confederazione andava solo protetta da se stessa; nessuno in particolare poteva farlo, compreso Geminello Alvi. Poco o niente da imputarsi alla raccolta di fondi.

  13. Peccato. Si perde l’unica voce di una destra colta e cosmopolita e di cui – anche da parte di chi ha tutt’altra storia – si sentiva e si sentirà la mancanza.
    Peccato. Resterà la destra becera, quella che lavora sui peggiori istinti di un popolo sempre più immiserito.

  14. In cielo ci sono molte stelle che non vengono speculate da nessun cannocchiale, ma non per questo cessano di splendere, si corrispondono non corpore sed lumine, quando verrá il tempo opportuno saranno scoperte, ma intanto la loro luce li ha oltrapassati e la cometa che ha illuminata la notte non ritornerá se non dopo un numero indefinito di evi. L’insuccesso di ogni opera umana presso gli uomini è segno della grazia di Dio, siamo cristiani ortodossi, non calvinisti che imborsano monete e nessuna idea nella loro “capa”

  15. Caro Geminello, anch’io sono un nato d’agosto. Nel ’55. Il 29. Questo crea una vicinanza. Per l’età, malinconica. Non cedere. Fatti sentire. Batti un colpo. Orecchi amici ascolteranno.

  16. È una grave perdita e un grande dispiacere, ma del resto in Italia ciò che si stacca dal gregge della mediocrità è destinato a scomparire nei flutti dell’ignavia, del disinteresse e del proprio “particulare”. Mi auguro che esistano presto altre e forse migliori opportunità per chi ha tanto validamente lottato per non essere “pecore matte”.

  17. Ho conosciuto La confederazione italiana circa un anno fa, partecipato a un bellissimo seminario e letto più di un’opera di Geminello Alvi.
    L’esperienza indimenticabile e il progetto di una qualità non facilmente replicabile.
    La differenza con altre riviste e iniziative “simili” è siderale ma tutto ciò non è stato un vantaggio, al contrario. La confederazione italiana è una realtà che non va promossa ma per l’appunto protetta, difesa.
    Da parte mia ho contribuito con pochi soldi (ne ho pochi) e con due miei scritti (spero all’altezza con gli altri).
    Dovrei essere lieto di aver avuto il privilegio di partecipare a quest’avventura e lo sono. Però… continuo a pensare a questa parola di Alvi, “proteggerla”. Da chi poi? Da che cosa? Ecco, se tento di rispondere a questa domanda mi prende la tristezza e non voglio.
    Spero che in qualche modo questi due anni e tutti quei contributi si salvino da qualche parte, parrebbe il minimo.
    Grazie.

  18. Non posso crederci. Quali artifici bisognerà ora inventarsi per non estinguere il contatto tra tante menti brillanti e soprattutto animate di assoluto “amore” verso la conoscenza e l’interiorità? Quale simposio potrà mai essere altrettanto fecondo e di sostegno per l’animo in tempi tanto cupi?
    Non resta che coltivare gelosamente la consapevolezza che al mondo c’è, nonostante tutto, qualcun altro che vive e pensa a tali livelli di elezione, con la speranza ultima a soccombere, che un làre propizio, domani, tornerà ad evocare le condizioni per farci incontrare di nuovo.
    Mi prodigo in un abbraccio fraterno a tutti.

  19. Siete stati una vera e propria terapia da che ho cominciato a leggervi, dosi massicce, quasi ogni giorno. Andrò in crisi d’astinenza. E il fallimento è certo anche di noi lettori: troppo poco ho fatto ma lo rifarei, contento, domani. Una domanda: è possibile essere tenuti al corrente dell’eventualità di qualche seminario?
    Grazie di cuore.
    f ‘

  20. Peccato davvero! Leggevo tutti gli articoli e ci avevo scommesso molto volentieri contribuendo, sia pur minimamente, per la mia parte. Ne sentirò la mancanza. Grazie comunque a Geminello Alvi per l’iniziativa, che meritava di più da parte dei suoi concittadini, specie in un momento così gravemente critico per il nostro Paese.
    Alberto Carandini

  21. E’ un dispiacere. Molto grande. Ho dato un infimo contributo (quello nelle mie possibilità).
    Sarebbe molto importante che si pubblicassero i testi (almeno una selezione) o che si potessero conservare.
    Non fate sparire tutto. Spesso torno a leggere questo o quel pezzo.
    Comunque siete stati di grandissimo conforto. Mi avete fatto pensare che non tutto è perduto.
    in bocca al lupo. qualcosa risorgerà.

  22. peccato!
    veramente peccato.
    comunque congratulazioni e GRAZIE!
    E mi dispiace non averLa potuta conoscere di persona.

    1. Non è un buon sintomo…peccato: Spesso sono stato d’accordo con quanto ho quotidianamente potuto leggere sul sito, altre volte no ed ho talvolta partecipato con dei commenti , sovente pubblicati. Questa fine lascia comunque un vuoto… .Ringrazio di cuore Geminello Alvi e gli altri collaboratori per questi due anni di articoli e considerazioni sempre interessanti e stimolanti. Ad majora.

    2. Una grande stella luminosa che non si spegne ma solo si allontana, le idee ed i pensieri rimarranno sempre, in questa stagione di bassissimo impero sono comunque felice che esistano ancora uomini e donne pensanti e fuori dal gregge….questo spazio lo dimostra….una speranza per i nostri figli….grazie

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