Il nostro ribadito intento

La necessità di laconfederazioneitaliana.it

Ciò che viene detto o scritto, ovunque, riconferma ormai un senso di irrealtà, di distacco da quanto invece si sperimenta e si patisce.

dentato_50pxTv, giornali, libri, persino internet, trasmettono senso di anomia, che significa appunto non identificazione in quanto si sente o si vede. Mai si è data un’informazione così onnipervadente o una scienza d’intento così universale, eppure il risultato è un assillo ossessivo, alienato, in un esito irreale. Internet o la rivoluzione visuale e il difetto di concentrazione che la accompagna non sono che un tramite di astrazione. Si pensi alla finanza e all’euro, alla crisi palese della letteratura, si ritrova lo stesso impoverimento di senso ma prepotere di mezzi. Si richiederebbe un di più di individualità, di cultura, in una parola di Spirito per colmare il difetto.

dentato_50pxSolo un’informazione in grado di riconnettere vivente il senso di quanto accade, che stabilisca nuovi filtri nell’attualità, vi cerchi il nesso individuale ha vero futuro. Si pensi a quanto non è stato detto dell’euro, ai luoghi comuni della politica, le sue convenzioni surrettizie, ecco si rivela una pubblica opinione che i giornali o la tv o internet hanno fabbricato ma che non ha verità di esistere. Si è costruito un filtro che anzi nel suo agire superficiale contingente, ha peggiorato il senso di distanza di astrazione degli avvenimenti, aiutandone così il disastro. Esiste una nomenclatura paraculturale di giornalisti, attori, umoristi, registi, culturame universitario, insegnanti che sono il filtro che riduce all’ovvio. E impoverisce l’Italia in convenzione utile al loro mantenimento, a pochezza e vanità. Già solo pensare sarebbe ora demistificare questa incultura.

dentato_50pxAl difetto d’identificazione, all’irrealtà i giornali attuali, per l’architettura dei loro costi, la meccanica delle loro strutture, la composizione dei loro organici, e soprattutto per il loro difetto di cultura hanno contribuito. Il che rende adesso la loro rincorsa ai nuovi media ancora più parossistica e ridicola. Il loro potere di pensiero è ridicolo, pilotato da alcune bande venali, occupato dalle remore della politica, incapace di una selezione intelligente, qualificata, ragionata, con una visione aperta dei fatti. In breve tv e giornali e siti internet sono in Italia ora omologazione sovraccarica di intenti contorti, in strutture arcaiche già prima dell’informatica.

dentato_50pxDi qui l’opportunità e il dovere di creare un tentativo letterario diverso e non solo per reagire ai mutamenti delle tecnologie ma per mutare l’ordine del giorno, adeguarlo agli eventi con una nuova in-formazione, una pedagogia per definizione non ideologica, quindi che liberi le potenzialità dello spirito e dell’azione. I fatti sono l’agonia della Repubblica Italiana e la crisi di quell’Europa col quale si tentava di rimediarla e finanziare il suo modello di spesa. Altro tema, la crisi della cultura. Si misura il disastro di una mistificazione culturale sussidiata, in cui rientrano scuola e università, teatri, cinema e via dicendo; sono loro la fonte che nutre il declino lamentandosene. La nostra rivista perseguirà pertanto la rivivificazione della millenaria identità culturale italiana stravolta dall’incultura prevalente.

dentato_50pxSi dovrà prendere di petto il tema del declino economico identificandolo col crollo della produttività. Dagli anni 60 l’Italia non ha più un modello di crescita coerente. Tasse ed eccesso di spese statali hanno tamponato la crisi ma aggravando ogni volta la malattia. Precisa la polemica contro la burocrazia europea, la stampa di moneta cartacea delle banche centrali.

dentato_50pxIn conclusione: in economia intento di destatalizzazione ma armonizzato da un disegno comunitario in stile olivettiano. In politica per uno stato sempre più decentrato, in ideale anzi confederale. In cultura per un dialogo spirituale di fantasia esatta tra uomini liberi dalle malattie della avversione e della banalità.

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