Attraversando il governo del caos

Un bilancio

L’Italia sta attraversando la più grave crisi della storia repubblicana e la affronta con rassegnazione, affidandosi a una classe dirigente che appare, quantomeno, sprovveduta e inadeguata. Il nostro Paese si sta giocando il futuro e ci ritroviamo a farlo completamente privi, al Governo, di una guida autorevole, di una visione, senza capacità di coagulare, coordinare competenze, senza alcuna credibilità per ispirare fiducia nei cittadini e nei mercati internazionali, senza i quali le risorse per rinascere non ci sono, e non ci saranno.

dentato_50pxSiamo a due mesi dalla dichiarazione di stato di emergenza (31 gennaio) e il bilancio, ancorché parziale, è tragico, devastante, umiliante e descrive una situazione totalmente fuori controllo. Abbiamo di gran lunga il record mondiale, tra i più grandi paesi dell’Occidente, di deceduti e contagiati per numero di abitanti.

dentato_50pxC’è una completa anarchia organizzativa e procedurale, ogni amministratore locale produce la sua propria ordinanza scritta con il suo virologo di fiducia, con il governo centrale incapace di coordinare, indirizzare e definire un modus operandi. A due mesi, 60 giorni, dalla dichiarazione dello stato di emergenza, non si è ancora riusciti a dotare il personale medico dei presidi sanitari necessari, con il tragico risultato che l’Italia ha anche il record di medici e infermieri contagiati e deceduti.

dentato_50pxA quasi quattro settimane dal primo decreto di chiusura, non si ha la minima idea di una strategia sanitaria post-lockdown, non abbiamo la più pallida idea di quanti siano i contagiati, non esiste una strategia per mappare gli asintomatici, non c’è una procedura unica per effettuare i test di positività, nulla di nulla. Il nostro tessuto economico è devastato, in molti casi già irreparabilmente, da una chiusura totale e sconsiderata delle attività produttive, avvenuta tra mille cambiamenti, ripensamenti e incoerenze, sulle spalle già deboli di aziende vessate da tasse e burocrazia e con la produttività più bassa d’Europa.

dentato_50pxIl primo decreto di natura economica, promulgato già quindici giorni fa, non ha ancora trovato attuazione, se non costringere migliaia di cittadini e professionisti ad umiliarsi davanti alla nociva e inefficiente burocrazia di stato. Le misure per fronteggiare l’emergenza e la mancanza di liquidità per le famiglie più povere si sono ridotte a qualche spicciolo a discrezione dei sindaci, ma non è tuttavia mancato il pensiero di sussidiare chi lavora in nero, per i quali permane la curiosità di come lo Stato intenda identificarli.

dentato_50pxIl tessuto sociale si sta pericolosamente sfaldando, oltre che per i devastanti effetti della pandemia sull’economia e sull’occupazione, anche per la schizofrenia dei provvedimenti di lockdown, con le libertà personali definite e limitate da reiterati moduli di autocertificazione, lasciati molto spesso all’interpretazione dei controllori e da improvvisate e notturne conferenze stampa sui social, con contorni di tragiche, sconsiderate e mortali fughe di notizie.

dentato_50pxGli italiani di buona volontà, quelli che hanno voglia e passione – a prescindere che siano imprenditori o lavoratori, autonomi o dipendenti – si sentono soli in questa battaglia, allo sbaraglio, condotti a tutta velocità verso il baratro. Non possiamo permetterlo. È in gioco il nostro futuro, quello di buono che ciascuno di noi ha fatto, il futuro dei nostri figli. Non ci possiamo permettere che a condurre questa battaglia sia una classe dirigente incapace, priva di leadership e di visione, lontana dai cittadini e dalla realtà.

dentato_50pxPerché il Presidente della Repubblica non pone fine a questo supplizio? Perché nessuno chiede a Mattarella di farlo?

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  1. Complimenti, Se sapessi scrivere i miei pensieri lo avrei fatto così. Da leggere e rileggere ma sopratutto da scrivere a Mattarella perché faccia qualcosa, un grande plauso ed un sincero grazie.
    Mi sento di aggiungere una mia riflessione: trovo tra l’altro disgustoso che il governo si nasconda dietro le necessità del momento che gli impongono si di agire, ma bisogna anche saperlo fare. Non discuto sulla buona volontà, ma sulla incompetenza ci sarebbe di che mandarli a quel paese… anche se al quel paese ci stanno mandando loro…

  2. Come molti assisto impotente e sgomento a questo scempio. Mi domando quanto chiare siano le responsabilità storiche, enormi, dell’unico che potrebbe fermarlo.

  3. Perché un insieme totalmente sconnesso di patrioti non è un soggetto politico autocosciente e capace di occupare il centro di quel vuoto chiamato sovranità.
    Abbiamo, noi italiani, affidato da troppo tempo il nostro destino a un ceto istituzionale,
    sia regionale che nazionale, eterodiretto e capace solo di scaricare sul futuro la sua totale inettitudine e mancanza di visione strategica. La selezione per cooptazione funziona se ogni tanto è veramente ineludibile andare in battaglia e che qualcheduno dei cooptati muoia sul campo… Singolarmente alcuni medici hanno mostrato che cosa sia la capacità, il valore e il coraggio; ma a chi non è riuscito a far loro avere nemmeno una mascherina protettiva, cosa accadrà? Avranno un abbassamento nel loro status economico? Invece si è visto come si sia e si stia cercando di utilizzare la protezionè legale offerta ai medici…
    Il paese non sembra trovare in sè alcuna idea di grandezza, di vera bellezza, di vera forza. Preferisce esser ridotto ad un allevamento di polli, da arrostire, a tempo debito, forse su qualche MES, scusate, volevo scrivere mensa filoeuropea…

  4. Buongiorno l’analisi è perfetta, la chiusa un deja vu di tutte le crisi abbastanza velleitario (Mattarella è un pezzo di questa classe dirigente). A ogni crisi noi speriamo che arrivi un Dio dal cielo che finalmente trasformi l’Italia in un grande Paese, moderno ed efficiente. Salvo poi scoprire, un attimo dopo aver creduto di toccare il fondo, che si può andare ancora più a fondo. Come Montanelli diceva di vedere un gran futuro per gli Italiani e uno pessimo per l’Italia, il problema siamo noi Italiani. Siamo noi Italiani che alla fine decidiamo di appaltare la politica a incapaci, ghiotti e al contempo facilmente manovrabili. Nessuno se non noi abbiamo messo ai vertici dei governi i figuri che abbiamo visto scorrere, con poche eccezioni, non solo negli ultimi anni. Perché? Quando avremo risposto a questa domanda e avremo lavorato sulle cause profonde, potremo forse liberarci.

  5. Un’analisi corretta, su Mattarella ci conterei poco perché il Governo attuale è una sua scelta e responsabilità, è l’unica maggioranza che gli garantirà il BIS al Quirinale. Diciamo che la strategia finale è trovare una grande bugia ed omissione che metta gli italiani sul piede di guerra. Allora anche Mattarella farebbe il passo verso il cambiamento con la paura di perdere tutto. Ricordati che ognuno di noi è un persona con le sue paure e sui interessi.

  6. Francesco caro condivido tutto. Ma perché non organizziamo una raccolta di firme per il Presidente della Repubblica?