La lezione tedesca sul Coronavirus

Federalismo e decentramento sono armi vincenti

Troppo si sta parlando di metodi contro l’avanzare di questo infausto coronavirus, tanto da perdere la lucidità necessaria ad una constatazione che appare semplice, ma anche poco adatta all’inanità di un’Italia in stallo: il centralismo dei grandi paesi democratici è messo all’angolo dal Covid-19 – l’aborto della riforma del titolo V non fa dell’Italia un paese federale – la Germania dei Länder, tanto vituperata, si sta muovendo bene, e in questo processo sembra reggere il fronte meglio di tutti in Europa e trovarsi in una posizione di vantaggio nella lotta alla pandemia venuta dalla Cina.

dentato_50pxE pensare che all’inizio del diffondersi del contagio il federalismo tedesco sembrava partire in svantaggio rispetto alle presunte virtù di rapidità decisionale degli stati centralisti. Quando Angela Merkel annunciò la prima serie di misure di distanziamento sociale, formulandole in semplici raccomandazioni che gli stati federali erano liberi di attuare o ignorare, c’è chi parlò di una debolezza della cancelleria e dello stato federale di fronte alla minaccia inedita della pandemia: la Germania appariva debole e impacciata a molti media e osservatori continentali. Si riteneva problematico e rischioso che aree chiave come la salute, l’istruzione e la cultura ricadessero nella giurisdizione di sedici stati (Länder), che il decentramento fosse un handicap in termini di unità di intenti e di efficacia. Che questa percezione fosse invece errata – un’illusione ottica dettata da superstizioni e pregiudizi – lo attesta ora un puntuale articolo del quotidiano britannico The Guardian (P. Oltermann, Germany’s devolved logic, Apr. 2020) che rileva come da un iniziale stato di smarrimento e confusione – dettato dalla contraddittorietà di alcune misure riguardanti aree diversamente interessate dal lockdown nei vari Länder – il federalismo abbia poi cominciato a dimostrarsi molto utile, soprattutto nel creare un ambiente economico dinamico per le diverse regioni. “A una settimana e mezzo dal lockdown de facto la Germania – attesta il Guardian – sta iniziando a scoprire i vantaggi di un sistema che distribuisce il potere, piuttosto che accentrarlo”. Non solo: “Il paese si trova improvvisamente ad essere considerato il modello da emulare per il suo alto tasso di test, visto da molti come l’unica strategia per compiere una virata al di fuori delle misure di blocco”.

dentato_50pxUn dato questo che può apparire ancora più sorprendente, soprattutto visto dalla prospettiva del caos italiano, dato che i servizi sanitari pubblici tedeschi non sono forniti da un ente centralizzato, ma da almeno 400 uffici di sanità pubblica, gestiti dalle municipalità e dalle amministrazioni dei distretti rurali. Tuttavia, come rileva ancora il Guardian “Un tale ambiente permette l’esistenza di una varietà di laboratori – alcuni collegati ad università o ospedali, altri gestiti privatamente, altri ancora alle medie imprese – che operano in gran parte autonomamente rispetto al governo centrale” e che danno nella loro pluralità di metodo e condotta evidentemente ottimi risultati. In termini di efficacia e rapidità decisionale: “Non devo aspettare di ricevere una chiamata dal Ministro della sanità prima di poter procedere con un test”, ha dichiarato Matthias Orth, dell’istituto di medicina di laboratorio del Marienhospital di Stoccarda.

dentato_50px“Alcuni laboratori privati – registra infine il quotidiano inglese – hanno iniziato a offrire test per il Covid-19 molto prima che gli assicuratori sanitari statali si offrissero di pagare per i test, dando alla Germania un vantaggio. Ora intorno ai 250 laboratori stanno eseguendo tra i 300.000 e i 500.000 test per Covid-19 ogni settimana”.

dentato_50pxNon è poco per un paese in cui il federalismo e il decentramento, secondo i saccenti spiriti in ritardo del centralismo statalista, avrebbe dovuto generare la Babele decisionale e il disastro sanitario, sul modello centralista italiano per intendersi.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *