Viva la libertà

Dopo due mesi in Venezuela coi cinesi

Di Battista ritorna dalle vacanze in Iran e dichiara: “abbiamo carte da giocare, come il rapporto con la Cina”. Ora, quando ancora esisteva la civiltà in Italia, uno sguardo anche distratto al suo viso che si incita da solo, tra uno svarione sintattico e l’altro, non mi ci avrebbe fatto badare. Ma dacché un colpo di stato epidemiologico ha permesso ad un governo in agonia di violare ogni civiltà giuridica, le circostanze sono di molto mutate. Siamo imprigionati a casa, per arbitrio, senza alcun piano che non sia confusione, dagli stessi, sotto il cui provvidente governo siamo diventati la più infetta nazione europea, con i voli  diretti o indiretti il più possibile tenuti aperti per non dispiacere alla Cina. E allora ecco che il biascicamento da intrattenitore balneare di questo tale Di Battista completa un quadro inquietante: giacché la deduzione viene ovvia, evidente: i cinque stelle lavorano a farci diventare il Venezuela.

dentato_50pxIl Ministero degli Esteri è incarico a cui dovrebbe corrispondere non solamente una cultura cosmopolita, ma pure il senso della dignità nazionale, e percezione costante di trattati e alleanze che legano l’Italia all’Europa e all’Occidente. Che ne ha ottenuto per l’intanto Di Maio? Di far arrivare i camion dell’armata rossa e i militari russi, e i cubani, nonché i cinesi. Il tutto tacendo le responsabilità del partito comunista e del dispotismo della Cina nello scatenamento di questa epidemia. Ed eccolo quindi a ringraziare per qualche camion di mascherine, all’aeroporto col cappello in mano. Si badi mascherine che se fosse esistito un ministro della Sanità e una protezione civile seria dovevano già essere nei magazzini italiani, prima di dichiarare lo stato di d’emergenza. Il Meridione di Speranza e dei cinque stelle, indegno pure delle farse di Totò e Peppino, ha portato l’Italia in una guerra al virus senza armi o previdenza alcuna. Ci siamo tutti ritrovati per farmacie e al supermercato come profughi, a fare le fila con le sciarpe e le mascherine fatte di carta da forno. E negli ospedali ai medici e agli infermieri e ai malati andava peggio. Il tutto dopo pubbliche dichiarazioni che l’Italia era attrezzatissima a tutto, e brindisi   e aperitivi a Milano. Risultato: una sciagura. Però subito gestita alla venezuelana con tanto di giudizi sommari che processano tutti, ma non i responsabili veri di questo 8 settembre: quelli al governo…

dentato_50pxE come non bastasse: quotidiani eccitamenti al panico in diretta tv per cui un contagio che già un mese fa riguardava secondo gli epidemiologi seri dell’Imperial College di Londra almeno cinque o sei milioni, veniva limitato da chiacchieroni e confusionari a centomila contagi. Con un risultato: aumentare il terrore per la letalità del virus e procurare allarme. Peggioramento della prima colpa di essersi fatti sorprendere e avere solo chiacchiere con cui vestire gli infermieri e i medici intanto morti. Il tutto però gestito come hanno insegnato i Chavez e i Maduro: quanto comunque conta è inventarsi un nemico e dargli sempre la colpa della propria inettitudine. E alla venezuelana si è subito proceduto: aizzando il pecorume ignorante che niente sa di Mes o finanza, carcerato in casa, a odiare i tedeschi. Tacendo che la Germania della Merkel mentre teneva in casa, per metà del nostro tempo, i suoi concittadini faceva tamponi e domava l’epidemia. Ma quanto tutto questo importa ai nostri amici della Cina e del partito comunista cinese? Niente, loro reclamano intanto i tribunali, nei quali processare quella che resta la migliore sanità d’Italia dove tutti si vanno da decenni a curare, quella lombarda, e inoltre l’Europa. Ma la loro specialità è dare alla Germania la colpa delle leggi che non sanno scrivere, dei soldi che non sanno spendere, della situazione disperata della finanza pubblica, che hanno creato.

dentato_50pxE neppure, come in Venezuela, è mancato l’anticapitalismo. Chiusura sconsiderata delle filiere produttive, prolungata ed estesa pure alle attività per cui non ce n’era bisogno. Il tutto in un eccesso di zelo, che sta distruggendo la struttura industriale e l’equilibrio sociale della nazione. Se lo stato d’emergenza fosse stato una cosa seria, e non carnevale di comunisti e cinque stelle come è stato, le mascherine, i respiratori e i tamponi per far ripartire le imprese ci sarebbero state subito. E invece no la morale della nazione, peggio che in un film di Alberto Sordi, è diventata stare a casa, non lavorare; senza un disegno. Perché?  Come a Maduro o a Chavez in Venezuela distruggere una nazione ricca è servito ancor meglio a restare al governo dando la colpa agli Stati Uniti dei guai che creavano e generando miseria, identico tornaconto ne ricavano i fanatici al governo. In Italia vale palesemente la stessa regola: più dura l’emergenza, più Conte salverà la poltrona, più poveri si creeranno e più italiani finiranno col reddito di cittadinanza a stipendio dei 5 stelle.

dentato_50pxÈ il peggiore Meridione d’Italia, non quello operoso che tace, ma l’altro in reclamo di prebende, che governa coi Cinque stelle l’Italia; e che con l’appoggio di un Pd dissolto, in preda alle allucinazioni comuniste di Boccia, sta distruggendo le industrie dell’Italia operosa e le sue relazioni internazionali. Non c’è una sola norma economica di quelle recenti decretate che sia leggibile o abbia senso univoco. Intralci burocratici, Cina, prebende mal riuscite, e tribunali, ecco l’esito di quanto sta accadendo: la conseguenza di questo governo è quello di mutarci in un Venezuela del Mediterraneo. E questo quando invece mai come ora dovremo sentirci europei. L’epidemia ha mutato la storia, costringe l’Europa, e anche l’Italia che è nei suoi distretti industriali un pezzo integrato e molto efficiente del sistema produttivo europeo, a riportare via dalla Cina la catena del valore. Il futuro non è più la globalizzazione: le epidemie, e non solo, spingono l’Europa a chiudersi, ricostruire la propria autosufficienza agricola, sanitaria, e di produzione strategiche. L’Europa deve tornare, e sta tornando a un sistema più chiuso, com’era ancora fino agli anni 80. E cosa fanno invece i 5 stelle? S’agitano contro i tedeschi, ostacolano la solidarietà europea e vogliono tenere aperti i mercati con la Cina, il che significa lasciare lì decentrata la produzione.

dentato_50pxQuesto è il quadro dei fatti dei quali Salvini dovrebbe tener conto. Benissimo ha fatto ad appoggiare le riaperture delle industrie; ma deve riavvicinarsi all’Europa e ai tedeschi. Noi abbiamo bisogno dell’Europa e l’Europa di noi, altrimenti si lavora per la Cina e per far diventare l’Italia il Venezuela dei 5 stelle, e con un di più di chip infilati non dico dove, di dispotismo informatico, a peggiorare l’incubo. Facendo blocco sull’economia reale e su chi non ha voglia di vivere di prebende, Salvini guardi all’Europa in altra maniera. Ed in Italia lavori colla parte più sensata di quanto resta della politica in Italia. Con chi ci sta, con Renzi, con Calenda, con chiunque: per un governo di salvezza nazionale che escluda i 5 stelle. Costoro e Grillo hanno troppo poco buon senso per capire quanto gliene manca, non sanno quello che fanno e, che lo sappiano o no, sono la rovina dell’Italia, da esorcizzare.

dentato_50pxUn altro governo incarni le forze sane della nazione, quelle operose e per l’Europa. Putin e i cinesi fanno un altro gioco ch’è quello di staccare l’Italia dall’Europa, farla diventare America Latina. Si dia sponda alla Merkel, i tedeschi hanno protetto per quanto possibile il nostro debito pubblico permettendo alla Bce la politica monetaria di Draghi. Si affronti una trattativa seria. L’epidemia ha cambiato tutto il quadro dei giudizi precedente sull’Europa e l’Euro, insistervi sarebbe guardare indietro. Nella trattativa sul Mes si guardi avanti. Ma è possibile che si affidi a dei dilettanti di ragionare di dossier economici e giuridici così complicati, che di una trattativa così delicata si disputi come al bar della formazione della nazionale? E com’è possibile che a un professore di storia come Gualtieri che, accetto scommesse sarebbe incapace di scorporare l’IVA dal prezzo della bottiglia di acqua minerale che ha davanti, si affidi di gestire una simile trattativa? E chi mai al mondo si fiderebbe della politica economica gestita coi 5 stelle e da Conte? Mattarella ha grandi responsabilità, ma quelle di Salvini e della Lega non sono minori. Ora o mai più. Inconsulti medium del male stanno agendo per cinesizzarci, con un dispotismo al quale fa comodo per governare che le cose vadano peggio. E già successo con la rivoluzione francese o con quella russa. L’assalto al palazzo d’inverno d’una setta comunista che aveva in Russia meno iscritti del partito sionista fu evento tragicomico, con tanto di assalto alle soldatesse degno di Dagospia. E quasi tutti giudicavano che i comunisti sarebbero durati poco. Durarono settant’anni, fecero più morti di Hitler. Tanto peggio vanno le cose e tanto più i 5 stelle potranno distribuire miseria, ovvero il loro reddito di cittadinanza, e dispotismo informatico, e la Cina. Mai come adesso dal 1948, la nostra libertà è stata in pericolo. Li si cacci dal governo…

dentato_50pxViva la libertà, viva l’Italia, viva l’Europa.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


  1. È un piacere rileggerla prof. Alvi. Le sue parole sono di conforto per chi come me una certa storia degli eventi in corso l ‘aveva pur intuita. Vedo che riguardo all’ Europa e all’euro la sua posizione è cambiata ma ne comprendo le ragioni date le circostanze attuali.

  2. Precisa descrizione dell’attuale e terribile -ma purtroppo plausibile- visione del futuro.
    Non condivido appieno il giudizio sul rimedio. Amica Germania, sed magis amica USA.

  3. Nell’elenco dei “colpevoli” mancano il vaticano e la CEI che oltre ogni ragionevole dubbio sono parte integrante di questo governo “cinese”. Un tradimento senza precedenti sia per la gravità sia soprattutto per l’opacità verso i fedeli.

  4. Il problema è che un solido aiuto dall’Europa da chi, ora, verrebbe capitalizzato? I5 stelle, nella stragrande maggioranza, vogliono solo continuare a percepire uno stipendio che non hanno mai visto e che forse mai più vedranno; quindi un rafforzamento del presidente Conte stabilizzerebbe ancor più l’attuale governo, perché li terrebbe ben attaccati alla greppia… Per operare un cambio veramente utile sia per le imprese medio piccole italiane che per
    chi crede ancora nell’Italia, si dovrebbe creare una federazione di gruppi politici forse troppo eterogenea; da AN sino a Renzi passando per Calenda…
    Renzi, però, per lasciar passare l’operazione, dovrebbe avere garanzie atlantiche che, al momento, non sembrano esservi; evidentemente il pericolo “cinese” è minore del previsto: io credo che i cinesi stessi abbiano percepito che l’Italia sia acefala e che non possano pensare di avere interlocutori affidabili su ciò che veramente conta, se non altro perché gli italiani sono privi della sovranità nazionale.
    Vedo, invece, un’accettazione supina, da parte di un centrodestra emasculato, di uno stato d’eccezione lontanissimo dallo spirito della vecchia costituzione, ma che lascia intravedere inquietanti estensioni anche al prossimo autunno…
    Mah! Ci vogliono dei grossi sbagli da parte di qualcuno affinché la situazione si sblocchi e i 5 stelle vengano cacciati dal governo…Inoltre ho anche i miei dubbi sul ruolo che la “confindustria tedesca” immagina per l’Italia…Siamo sicuri che un certo grado di sfascio, anche istituzionale, tra Nord e Sud Italia, sia così mal visto a Berlino?

  5. Accolgo pienamente l’idea che la Cina debba dare conto di quello che è accaduto e che l’Europa debba riconquistare la sua autonomia nei settori strategici; eppure l’Unione Europea rimane una creatura infelice, dobbiamo ricordare che un centinaio di economisti ha firmato un appello dove si biasima l’accordo dell’Eurogruppo che “Non prende atto dell’eccezionalità della situazione, senza precedenti almeno nell’ultimo secolo, né del fatto che questo sconvolge i paradigmi che hanno guidato la politica economica negli ultimi decenni.” Ora la Confederazione Italiana, quale ultimo baluardo di civiltà, potrebbe attingere alle sue forze immaginative e con l’aiuto del proprio seguito di lettori trovare un mezzo per far risuonare la propria voce; tutto ciò per armonizzare gli impulsi migliori presenti nella paese ed evitare che questo governo ci riconsegni un deserto al posto del paese che conoscevamo prima degli arresti domiciliari. Grazie comunque per quello che già fate!

  6. In questo caso, come poche altre volte, mi viene di pensare che un Governo rappresenta l’inconscio di una nazione. Ne rappresenta l’inconfessato noto a tutti, la pulsione che non è possibile ridurre a ragione e che quindi va a guidare le scelte volute e quelle inopinate. Quindi mantiene quel carattere numinoso che gli si conferiva anticamente, di non essere prodotto del mondo, ma della parte nascosta, celeste, appunto, invisibile. Che darebbe ragione delle percezioni complottistiche in voga, che ciò che governa effettivamente un periodo può solo essere quella potestà segreta che tutti vedono chiaramente dirigere le sorti dall’ombra, ma in un altro senso: quell’ombra è oggettivamente la nostra. E perciò di fronte a Geminello Alvi che vede arrivare il Venezuela non c’è che da osservare come fosse l’opzione già in testa a molti. Arretrare, rallentare, staccare, smettere di produrre e consumare, erano le istanze che a me arrivavano di frequente. Un disagio fortissimo a continuare a sostenere il ritmo non della competizione, che ormai era già finita, ma della produzione della propria esistenza nelle forme sociali consuetudinarie, svuotate di senso, “come impazzite”. Una richiesta corale di fermare tutto, che è accaduta. Il debito karmico che si traduce in debito pubblico, heimarmene tirannica che le stelle della bandiera europea impongono all’anima irredenta ma incolpevole, anche se molti non sanno cosa sia. Infatti il suo peccato era l’ignoranza e la sua salvezza sarebbe stata la conoscenza. Alvi paragona questo governo ai rivoluzionari d’Ottobre, ma populismo non è necessariamente comunismo, anche se può essere realistico il viceversa, invece più simile a un gruppo di Zeloti. Adesso dall’aspirazione al ritorno a un “bene” perduto, si è già maturata la fase di un “meglio” a venire. Da “andrà tutto bene” a “diventeremo migliori”. E’ una mistica popolare che si riprende lo spazio negato, volti rassicuranti che spargono consigli spirituali ben accetti, voci diffuse tra i corridoi dei supermercati che istruiscono sulle misure da tenere, spot che suggeriscono garbatamente come impegnare la giornata. Un mondo migliore può essere pensato solo dalla parte peggiore di noi stessi, quella che l’odio ha modellato anno dopo anno. Dalla perdita di sé.

  7. Perfetto. Unico appunto: Salvini non e’ molto meglio di loro. Non si dimentichino i suoi trascorsi da Leoncavallino Comunista padano

  8. Bello poterla rileggere Geminello! Auspico un futuro Governo che ,avendo a cuore gli interessi nazionali, la chiami a guidare i ministeri di finanze economia e tesoro. Saluti da Pavia; sono nato, come il Patriota banchiere e suo mentore Paolo Baffi, a Broni.

    1. Grazie Dott. Alvi, mi abbevero stasera all’acqua pura delle sue parole, che nutrono l’anima; in questi orrendi giorni di sequestro venezuelano ho potuto riaggrapparmi alla storia dell’umano che lei ci distilla (esotericamente) nei suoi libri “il capitalismo, verso l’ideale cinese” e “la confederazione italiana”! Le confesso che mi mancava la sua voce per la patria (dei padri)… voce che è patria italiana, europea, trpartita. Mi spavento nel sentirla così accorato oggi, giacché a chi ha occhi per guardare i segnali sono molto molto brutti … a reti quasi unificate e cinesizzate! Che ci salvi la Germania!

      1. Un partito o un’altro non cambieranno le cose; il sistema economico deve essere rivisto: tasse ingenti fanno aumentare i prezzi e frenano il consumo e anche la produzione. Se diventiamo sempre più poveri anche le aziende ne risentiranno. L’economia dovrà essere liberata dalle pastoie statali cosi come la cultura e quindi la scuola. Una scuola di stato non può che portarci al pensiero unico materialista. Lo dimostra la storia.