Rappresentare il ‘nuovo’ sedendo a White House

È James Woods tra i pochi attori americani dichiaratamente a favore di Donald Trump. Parlando proprio del tycoon, il coprotagonista di ‘C’era una volta in America’ ha detto: “È un uomo ruvido. Qualcuno può ritenerlo vanesio, insensibile, duro. Ma ama l’America come nessun altro prima di lui tra quelli che ho visto alla Casa Bianca nella mia vita”. “È un gran complimento. Grazie, James!”, la risposta del Presidente che nel proporla ha sorvolato su ‘paroline’ quali “ruvido, vanesio, insensibile, duro” per arrivare alla sostanza. È comunque anche per l’essere stato così percepito, ruspante ma ‘vero’ e ‘nuovo’ che nel 2016 The Donald ha battuto una Clinton infine ritenuta troppo ancorata all’establishment e non in grado di “cambiare”, come richiesto da larga parte degli elettori (ottantadue per cento a quattordici a tale specifico proposito) necessario. Guardando al confronto con Biden che si profila ed è già in atto, per quanto sia lui a sedere sullo scranno presidenziale, può Trump nuovamente presentarsi (e lo sta facendo) come una ‘novità’ accusando il rivale di riproporre vecchie e superate idee. Da questo punto di vista, non facile il cimento per il democratico, finora invero alquanto ingessato. Certo che in un anno decisamente anomalo da infiniti punti di vista si può vincere anche stando perfettamente immobili.

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