Manifesto
E il corpo del cielo fu creato visibile e l’anima invisibile

“Questi ornamenti del cielo si possono ritenere i più belli e perfetti tra quelli intessuti nella stoffa del mondo visibile, ma sono di gran lunga inferiori a quelli veri, nei quali la velocità e la lentezza reale si muovono in relazione reciproca e muovono gli oggetti che racchiudono in sé secondo il vero
numero e tutte le vere figure; ciò si può cogliere con la ragione e il pensiero, non con la vista. […] Bisogna servirsi del ricamo celeste come di un modello per comprendere le realtà invisibili,
come se ci si imbattesse in disegni tracciati ed elaborati con eccezionale maestria da Dedalo o da qualche altro artefice o pittore. Un esperto di geometria, se li vedesse, giudicherebbe splendida la loro esecuzione, ma è ridicolo esaminarli seriamente con l’intenzione di cogliervi la vera essenza dell’uguale o del doppio o di qualche altro rapporto numerico». […] «Non credi dunque», domandai, «che un vero astronomo avrĂ  la stessa impressione, guardando i moti degli astri? Egli penserĂ  che il cielo e i corpi in esso racchiusi siano stati realizzati dal loro artefice nel modo migliore in cui si possono compiere tali opere; ma secondo te non riterrĂ  strano che si consideri il rapporto tra la notte e il giorno, tra questi e il mese, tra il mese e l’anno e quello degli altri astri con questi e tra loro come fenomeni immutabili e non soggetti ad alcun cambiamento, benchĂ© abbiano un corpo e siano visibili, e che si cerchi in ogni modo di coglierne la veritĂ ?» «Ad ascoltare queste tue parole, pare così anche a me», rispose. «Studiamo dunque l’astronomia», ripresi, «allo stesso modo della geometria, cioè per risolvere problemi particolari, e lasciamo perdere i fenomeni celesti, se vogliamo davvero occuparci di astronomia e rendere utile la parte naturalmente intelligente dell’anima, da inutile che era”. 
[Repubblica, VII]
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“L’anima, sparsa dal centro per tutto fino all’estremo cielo, avvolse questo tutt’intorno di fuori, e rivolgendosi in se stessa principiò un divino principio d’incessante e sapiente vita per tutto il tempo. E il corpo del cielo fu creato visibile, e l’anima invisibile; ma l’anima, che è partecipe di ragione e d’armonia, è la migliore delle cose generate dal migliore degli esseri intelligibili ed eterni”. [Timeo, 37]

Il re servitore
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Il compito del proprio destino
Il presente dell’Io
Occorre una fiducia incondizionata nel volere dell’Io che a partire dalla liberta’ possa orientarsi verso lo Spirito
Una giornata ideale
Da giovane s’era un po’ illuso di appassionarsi alla vita, e invece poi ci aveva rinunciato, senza rammarico…
Il terremoto e il mysterium iniquitatis
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I nomi di Dio degli indoeruopei
L’UNITÀ CULTURALE LATINA, GERMANICA E SLAVA SI RISCONTRA ANCHE NELLA LINGUISTICA COMPARATA E SPECIFICAMENTE NELLA COMUNE PERCEZIONE DEGLI ATTRIBUTI DEL MONDO SPIRITUALE
Olimpo tripartito e architetture
NELL’IMMAGINAZIONE TRIARTICOLATA DEL PANTHEON INDOEUROPEO DUMEZIL HA INDIVIDUATO LA STRUTTURA ARCHETIPICA DI OGNI SOCIETÀ TRADIZIONALE
Un solare segreto senza veli
LA LUCE DEL PENSIERO TEDESCO CONTINUA A INDICARE ALL’EUROPA LA VIA DELLA LIBERTÀ, DELL’ARMONIA E DELLO SPIRITO
Il Giappone di Fosco Maraini e quel legame reciso con Tucci
“Il Giappone per me non è piĂą una cosa che si prenda o si lasci; è una frazione del sangue, un’essenza delle selve interiori”
Dioniso contro l’Io e il crocefisso
La “cultura occidentale” con la mistica della globalizzazione e del melting pot ha pervertito il significato originario dell’universalismo greco e poi cristiano
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Von Wirkow, atermico
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La luce dell’Io che ci salverĂ  nell’Apocalisse
In queste settimane di morte e terrore tutto vorrebbe indurci a credere di essere condannati all’angoscia, la realtĂ  è che ognuno di noi custodisce un giacimento immenso di libertĂ , di forza e di vittoria
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