Ci risiamo: nel dovere di rileggersi Karl Kraus

Due risultati non piccoli questo Occidente, per cui la guerra in Europa è soltanto argomento di sdegno umanitario, li ha già ottenuti: il primo è il riarmo tedesco. Per cui la prossima volta la Germania avrà tutto il diritto di dire agli altri che stavolta il riarmo gli è imposto dall’Occidente, e approvato addirittura dai pacifisti Verdi. E’ la prima stranezza del reagire occidentale per sdegno emotivo, e senza ponderatezza alla guerra dell’Ucraina. Ma non meno strampalato è il risultato di sanzioni così immani: se ne ottiene di estromettere la Russia dalla globalizzazione. E non solamente si fanno ricorrere le sue banche al sistema di pagamenti cinese; ma la Federazione russa si taglia fuori da internet e da facebook. E dunque così si ottiene quanto neppure un Dugin avrebbe mai sognato. Solo alla mente di Biden e dei circoli democratici poteva riuscire di nuocere alla globalizzazione così tanto in un colpo solo. Riavvicinando il presidente integralista indù dell’India, la Russia e la Cina. Per la prima volta l’omologazione di internet e l’americanizzazione arretrano. Occorrerebbe in questa crisi tremenda la diplomazia spregiudicata di Kissinger; e invece come niente fosse si inviano volontari ed armi in guerra umanitaria come se la Russia fosse la Serbia e dimenticando che Milosevic non aveva l’atomica. Il tutto mentre Di Maio e la Meloni nella nostra disgraziatissima Italia fanno a gara per accreditarsi con Biden, in indifferenza agli interessi energetici e di materie prime dell’Italia. Solo rileggendo gli ultimi giorni dell’Umanità di Karl Kraus si trova un paragone alla follia contagiosa di quanto accade. Suggerirei in particolare di rileggere le pagine di Kraus dedicate alle corrispondenti di guerra.

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