Mikhail Ryabko e Vladimir Vasiliev (nella foto) hanno fatto conoscere il Systema oltre i confini della Russia. Un’arte antica praticata dai monaci ortodossi
Scuola di coraggio e di calma

Mikhail Ryabko e Vladimir Vasiliev (nella foto) hanno fatto conoscere il Systema oltre i confini della Russia. Un’arte antica praticata dai monaci ortodossi

L’infantile passione e il Systema russo

Un’arte marziale interna, pratica ma priva degli ideologismi e delle tecniche orientali, soprattutto rispettosa della forma umana

Perché mai da adulti si dura per anni e oltre il buon senso in passione per la lotta o a tirarsi pugni e leve, girandosi per aria, o premuti a terra, contorti? Per tacere i plagi inevitabili patiti, quegli innamoramenti ingenui d’un’idea marziale usata invece da meschini esperti finti per darsi il potere in vite simulate; e comunque gomiti, vertebre, ginocchia che rovinano torcendo muscoli e tendini in fiamme; e la continua simulazione di un nemico che è recitato dall’amico che sarà il solo il più delle volte a rimetterci. Ma perché? Considerato che pure uno solo  degli inconvenienti inevitabili dovrebbe sconsigliare ogni pratica continua di  un’arte marziale. Eppure nessuno basta a reprimere l’infantilità di insistere. E che la risposta non sia proprio questa? Quel rigirarci per terra in lotta o i primi pugni che volavano da bambini non si rivive nelle arti marziali un protrarsi infantile? Quell’attaccarsi e finire per terra, o tenersi lontani tra bande a sassate, e le prima gambetta scoperta o l’amico eroico che ci inorgoglisce… Se penso al mio caso ad avermi ammalato furono quelle sante mattine presto davanti alla scuola media, vestito con i calzoni corti e le calze bianche che si sporcavano subito. Uno sguardo, la spinta ed iniziava la lotta con chi era già nerboruto, magari con barba: le sconfitte frequenti; eppure il giorno dopo di nuovo lì, sanguinante a riprovare. E quanto restava era il carattere, nonché il fatto che dopo averne prese tante si imparava a ridarle. Ripresentarsi alla vita, in forma marziale, è forse la forma di un agonismo, con cui si vince se stessi e ci si sente senza tempo. La risposta che induce quell’agonia marziale prolungata di tanti è in questa infantilità che esercita la volontà, in un agire gratuita…
tab_50pxTuttavia questa generale premessa, onesta ma bambinesca non basta a spiegare il mio caso particolare, e le varie maniere per cui mi sia ritrovato a Mosca accanto a monaci in capriola per aria, aiuto istruttore di metodo russo o Systema nella palestra dell’amico generale Ryabko, anni fa. Certo il lavoro mi aveva portato in Russia, ma solo l’incoscienza  spiega che un cinquantenne si presti a ginnastiche incomprensibili e colpi, ma soprattutto ad un inevitabile sovvertimento. A cercare di dimenticare proiezioni, leve, pugilati, tecniche di spada appresi in tanti anni di fatica e riplasmare tutto, accanto a ceffi urlanti in altra lingua, non rassicuranti ma diventavano amici. E ogni  pratica marziale trova del resto un altro alimento: è non solo infantilità, ma desiderio d’armonia, anzi la misteriosa sorpresa del nostro che diviene l’altrui movimento.
tab_50pxQuesto Systema peraltro consiste in pratiche di rilassamento del respiro, che accresce la percezione delle tensioni muscolari proprie e altrui e consente di usarle al meglio. Non implica l’apprendimento di schemi motori preordinati come nelle forme che sono insegnate dalle arti marziali orientali; tuttavia persegue un identico intento di armonia ed uso dell’energia sottile. Ai colpi, alle proiezioni, alle leve si applica la attenta percezione di se e dell’altro continuata e senza movimento preordinato: la calma profonda, la tensione muscolare appropriata, l’armonia con il movimento altrui, sortiscono perciò effetti ogni volta inattesi e di grande efficacia. Come l’Aikido e Tai chi anche Systema può insomma definirsi un’arte interna; tuttavia pratica, priva degli ideologismi e degli schemi motori dell’Oriente. Il suo apprendimento implica particolare disciplina di calma e gran precisione muscolare. Le tecniche ne nascono fluenti rendendo più efficaci sia la lotta sia i colpi. In particolare essi implicano una presa d’energia dall’altro, un togliergli tensione, e non indurla: di qui le loro qualità di potenza e di difficile parata. Si tratta infine di un’arte militare, però al contempo con un carattere spirituale, riferibile alla tradizione dell’esicasmo, o preghiera del cuore ortodossa, o almeno propedeutica ad essa.
tab_50pxDa tanta varietà di argomenti si intuirà quanto il Systema sia di difficile definizione. E di ancora più difficile pratica. Pochi arrivano a dominarla. Mickail Ryabko, mi parlò di una grazia concessa ad alcuni e non ad altri. Facile  perciò, come in ogni altra arte interna l’equivoco. E tuttavia Systema ha il vantaggio di essere praticata da reparti militari, e possiede se si vuole una brutale efficacia;  ma non provoca eccesso di adrenalina o di stress, come quelli implicati da altri sistemi di allenamento militari, come anni fa fu riconosciuto in un articolo scientifico del Journal of Asian Martial Arts del 4 novembre 2004.
tab_50pxComunque l’effettiva maestria nelle arti marziali interne, a uso di forza zero, resta rara e perciò controversa. Devo dire tuttavia che quanto ho visto fare a Mosca a Ryabko supera la media dei più reclamati maestri cinesi o giapponesi da me visti  all’opera. Come per i video rimasti di Ueshiba per l’Aikido o di Kyuzo Mifune potrebbe dirsi che certi talenti  vanno al di là del normale, appunto costituiscono una grazia. Temo che ben pochi dei praticanti di Systema in Europa si rendano conto della complessità del metodo russo, della sua irriducibilità a fattori tecnici, dell’allenamento dell’anima che implica. E  Volentieri in Europa si confonde la qualifica di istruttori, ch’è solo il permesso a insegnare le ginnastiche del Systema russo, con l’effettivo dominio di questa che è una rara arte marziale cristiana, raffinata non meno di quelle orientali. Al giovamento per la salute che deriva comunque dalla sua pratica vanno aggiunti altri due vantaggi. Il Systema favorisce il crearsi di uno spirito di corpo notevole, concentrato com’è sull’attenzione all’altro, inoltre è adatto a persone anziane o con qualche difetto fisico, purché sani di cuore e polmoni. Con una ventina di iscritti metà dei quali vecchi amici judoca o ex pugili o astronomi, e una altra metà di giovani da tre anni ad Ancona la pratico sui pavimenti di legno della locale società velistica. E ne vado orgoglioso non meno che dei miei libri o del mio diversissimo lavoro. Per  noi è scuola di amicizia, di coraggio e di calma, che rinnova quel piacere infantile di ritrovarsi amici.

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  1. Buon giorno io pratico difesa personale ma sto pensando da diverso tempo di frequentare un corso di sistema ma non riesco a sapere dove sia nelle vicinanze di Senigallia mi potrebbe aiutare grazie

    1. Come verificherà leggendo il sito del generale Ryabko e in quello di vladimir Vasiliev c’è solo un luogo nelle Marche, con un istruttore certificato di Systema: ad Ancona, mole vanvitelliana, presso Stamura, piano terrra, il martedì e il giovedì alle ore 19,30.

  2. Salve, complimenti per l’articolo. Cerco disperatamente istruttori e corsi di Systema, principalmente nelle province di Avellino e Salerno e/o Campania in alternativa. Pratico Aikido ed ho sviluppato notevole interesse per il Systema. Galeotta la professione: Poliziotto. Se mi può aiutare glie ne sarei grato. Cordiali saluti

  3. Con grande piacere commento la sincera passione di Geminello Alvi tecnico di ottimo livello del Systema Russo, arte marziale occidentale poco conosciuta al variegato modo marziale attuale. Con Geminello conosciuto alcuni anni fa nella palestra della Mole Vanvitelliana al porto di Ancona ho potuto praticare e sperimentare una nuova via delle tecniche di combattimento del corpo a corpo e stringere un autentico rapporto di stima reciproca e amicizia di cui ne vado fiero. Personalmente vengo dal modo delle arti marziali giapponesi, in primis dal karate che pratico da circa 40 anni e lo insegno tutt’ora in modo particolare come mezzo educativo di scoperta del sè a bambini dai 3 anni in su…e devo dire che nel Systema Adriatico di Geminello Alvi ho riscontrato molte similitudini per quanto riguarda la riscoperta del sè, specialmente in adolescenti ed adulti che possono riscoprire autentici valori educativi e condividere una passione per il “combattimento” che veramente aiuta a diventare amici perché si suda insieme, si viene a contatto con un’altra persona per scoprire e sconfiggere le proprie insicurezze, realmente, lontani da questo circolo vizioso che sono le realtà interattive e virtuali dei social network.
    Marco Mancinelli