Un moto dell’anima

Buon giorno, non richiesto, ma nell’ambito delle cose possibili e forse auspicabili, in un quadro di desolante superficialità, mi son trovato ad offrimi di condividere, con il mio ”strano” Amico Geminello, che fosse commendevole aiutare chi avesse animo e gamba sufficiente per intraprendere una diversa via di libertà. Mi son dunque risolto a finanziare questa libera iniziativa editoriale, ad aiutarla ad avviarsi nel tratto iniziale, in modo tale da mantenersi scevra da condizionamenti che non siano altri da quelli che i limiti di ciascuno già pone. Inutile chiedersi perché: un semplice moto dell’anima, un c.d. “istinto animale” per citare un celeberrimo economista. Qualcuno, non mancano mai costoro, spero solo che questa volta non siano i più, penserà ad un qualche interesse di categoria inferiore. Confesso di averne, ma non di quella specie: sono innamorato della riflessione, rifuggo le banalità e spero che questa iniziativa colga entrambi gli obiettivi. Ritengo, d’altra parte, che il libero pensiero sia, anche quando lontano dal proprio, la vera base per trovare le ragioni fondanti di una esistenza che non sia né banale, né costretta dalle circostanze che agiscono. Avrei potuto scegliere la via del contributo coperto dall’anonimato, ma sarei stato irriverente nei confronti dell’Amico e dei suoi collaboratori per ragioni che mi appaiono di tutta evidenza, eleggo, invece, l’anonimato verso i lettori: non ho nulla da nascondere, ma il làthe biòsas è uno dei privilegi che mi concedo; non significa non esserci, come credo di dimostrare anche con questa iniziativa, significa tentare di sottrarsi un po’, per quello che è possibile, per non omologarsi del tutto. Auguri a tutti coloro che hanno aderito o che lo faranno con lo spirito coerente agli scopi di questa iniziativa, fra i tanti auspici d’indipendenza vi chiedo solo di valutare qualche prospettiva che consenta, per il futuro, un qualche, equilibrato, ricavo, perché quello, lungi dall’essere prosaico, rappresenta invece il presupposto dell’autonomia e della continuità dell’opera. Deve essere equilibrato perché se dovesse divenire elemento prevalente di ricerca, questa non solo risulterà vana ma occuperà la maggior parte del vostro tempo a scapito proprio di quegli ideali che oggi vi muovono. Non sacrificateli mai, soprattutto non per i ricavi. In bocca al lupo.

 

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