Accademici e scienza

E’ per me un onore il fatto che il mio scritto su Platone sia stato accostato a quello di Giovanni Flamma, che ho apprezzato profondamente per il suo meritevole tentativo di “far quadrare il cerchio” riguardo ad una questione quanto mai delicata. Mi permetto di fare una considerazione… la questione è l’affidabilità del mondo accademico, cui Flamma, per molti versi giustamente, deputa la soluzione dei contrasti fra diverse ipotesi di orientamento della ricerca scientifica. Quando ero giovane ebbi il Dono immenso di incontrare una personalità di grande valore (un medico che si era sempre più dedicato alla ricerca, per pura passione e gioia nel farlo): una sera quella persona mi intrattenne per ore, riguardo al fatto che le dinamiche legate alle pubblicazioni “scientifiche”, specie in campi come il suo – molto legati ad interessi economici –, fossero quasi totalmente nelle mani di cordate e lobby di vario genere, motivo per cui moltissimo fra quanto pubblicato e accettato come ipotesi verificata fosse, in realtà, tutt’altro che affidabile. Nel corso dei decenni successivi, a partire dai miei percorsi di ricerca, sono entrato in contatto anche molto amichevole con altre/i rappresentanti molto qualificati del mondo accademico in ambito medico, biologico, farmaceutico… quanto mi è stato raccontato e si racconta “in camera caritatis” non differisce dal contenuto del lungo dialogo da cui sono partito… io amo dal Cuore la professione accademica – e ho il buon destino di praticarla in un ambito che non “muove soldi”, ossia potendo rimanere sempre libero –, e sono l’ultima persona a voler screditare un mondo che, anche in Italia, per molti versi fornisce impulsi importanti in ogni campo… quando qualche anno fa abbiamo provato insieme, a partire da “La Confederazione Italiana”, a sollecitare un qualche dibattito sulla “Freie Bildung”, per me l’urgenza di quel dibattito era legata a quanto qui esprimo… come fare affinché la formazione e la ricerca siano il meno possibile inquinate dal lobbysmo? La risposta l’avevano trovata Steiner, Olivetti e altri: libera vita dello Spirito, fuori da ogni condizionamento statale (lo dico contro ogni mio “interesse”) ed economico. La risposta a questa domanda è quanto mai urgente ora, in una situazione in cui un magnate dell’informatica, capace di finanziare, volendo, decine di contesti di ricerca, da un lato sta approfittando incredibilmente della “didattica a distanza”, e dall’altro si propone – in Germania nel giorno di Pasqua (!!!), e sul canale principale, con un intervento di 9 minuti! – come Messia non solo riguardo alla terapia anti-Covid, ma anche riguardo alle future forme di “costituzione dell’identità” e di generazione del denaro, guarda caso tutte legate all’invasione del corpo mediante supporti “informativi”: la bilancia mi sembra troppo pendere, al momento, verso chi cerca di sfruttare questa situazione sanitaria per motivi troppo loschi…cosa si potrebbe fare? Per prima cosa seguire la logica di Giovanni Flamma, e far sì che in qualche modo cessi il circo mediatico attuale, che in ogni Paese – a partire da questa o quella “star virologica” eletta a Messia – sta solo o atterrendo o confondendo fin troppe persone…non si tratterebbe di vietare qualcosa, ma di invitare certi Colleghi accademici a non prestarsi a certi giochi…

 

 

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