Dall’onestà al distanziamento

destinazioni grilline

Senigallia, 24 maggio, ore 14. Torno dal lavoro in anticipo e decido di ritardare il mio rientro a casa. Allora, perché non rubare una fetta di pomeriggio al riposo domestico, per godermi in solitudine il bentornato sole primaverile? Destinazione: porto di Senigallia. Parcheggio l’automobile e mi siedo sulla panchina già tiepida. Le barche ondeggiano sonnecchiando nelle ore post-prandiali, mentre qualche sporadico turista, ancora timorato degli inquietanti strali governativi, passeggia imbavagliato. Pur conoscendo la chirurgica inutilità di queste mascherine, indossate per evitare grane, sorrido benevolo e pieno di comprensione. D’improvviso, un ragazzotto sulla trentina, accompagnato da una ragazzotta inghirlandata di piercings, emerge dalla spiaggia e, imprecando, getta a terra una bottiglia di birra consumata: un istinto volgare, che colgo con la coda dell’occhio e che suscita in me un disgusto tale da vanificare ogni mio poetico tentativo di rilassamento. Quasi ad esorcizzare la rabbia del momento, ripenso ad Orazio ed esclamo: Odi profanum vulgus, et arceo!

dentato_50pxQuesto preambolo tenta di descrivere una situazione di per sé neutra, ma capace di innescare un’improvvisa associazione di idee, quasi un’illuminazione zen, che dalla sciatteria dell’episodio mi spinge a considerare un fenomeno subculturale affermatosi negli ultimi anni: laddove la politica moribonda lasciò un vuoto abissale, umido e buio, una moda buffonesca si è imposta curiosamente, complice la nostra imperdonabile distrazione; vorrei parlarvi di quell’ideologia post-ideologica che un comico miliardario seppe abilmente spacciare per rivoluzione: il Grillismo.

dentato_50pxSaremmo tutti spettatori divertiti di questa tragicommedia degli equivoci, se i suoi attori non ricoprissero ruoli ministeriali. Invece, ahinoi, siamo costretti a subire leggi assurde che omuncoli in malafede, di poca speranza e bocciati dal buon senso, partoriscono quotidianamente. Ma non voglio raccontarvi l’incubo che un improbabile statista possa aggirarsi per le strade di Roma, con zainetto in spalla e monopattino ai piedi, vagheggiando soluzioni grottesche alla crisi drammatica di oggi.

dentato_50pxNo. Piuttosto, vorrei provare a descrivere la studiata e pianificata strategia che sottende da anni il dadaismo grillino. Prima delle maschere fintamente rivoluzionarie che aprono il parlamento come fosse “una scatoletta di tonno” e finiscono per allearsi spudoratamente con il sistema, oltre le sgangherate proposte economico-sociali di assurdi redditi di cittadinanza, dietro la politica internazionale tanto servile quanto filo-cinese, è stato formulato un disegno ben preciso e tutt’altro che banale. Miscelando scampoli di ufologia e Scientology, i teorici del Grillismo hanno formulato i diritti universali della “democrazia digitale” (fase terminale della “democrazia diretta”), una truffa distopica con la quale sono stati ingannati tanti italiani. Ma se l’imbroglio fosse stato solo un far credere agli ingenui che il voto on line è una realtà praticabile gravida di giustizia, avremmo già dimenticato il tutto con lo stesso sorriso con cui guardiamo l’immenso Totò impegnato nel vendere la Fontana di Trevi. Invece, c’è qualcosa di più oscuro che dobbiamo considerare.

dentato_50pxIl valore (o, più propriamente, il disvalore) di fondo che anima l’oligarchia grillina è il voler elargire a tutti l’illusione di poter far tutto, affinché nessuno possa fare più nulla: un leviatano moderno che regala metadone per lasciare gli elettori in preda al torpore dell’eroina elettorale. L’“O-ne-stà” grillina, gridata con la stessa cadenza ossessiva con cui i sessantottini urlavano “Ho-Chi-Minh”, è stata fabbricata come nuovo vitello di bronzo che una plebe delusa-arrabbiata si è prostrata ad adorare. Ognuno si è arrogato il diritto di giocare a fare il piccolo Robespierre, in questa patetica rievocazione storica del 1789. Ma quanti giacobini sono stati decapitati dal Terrore che essi stessi hanno evocato? Quanti delusi-arrabbiati grillini, convinti di lottare contro i privilegi della “Casta”, dopo aver aperto gli occhi, si sono ritrovati incatenati nella spelonca di ombre gialle e sono tornati provvidenzialmente a rivedere il sole della verità? Per fortuna, tanti. Eppure, dati alla mano, c’è chi ancora continua a crederci.

dentato_50pxUna democrazia digitalizzata che non è più democrazia: non c’è più un popolo ma una massa, una plebe volgare, priva di differenze; non si tratta di populismo, né di demagogia, ma di oclocrazia. L’onestà tanto gridata a scapito delle competenze e del merito, finisce per dissolversi realizzando una società incompetente e disonesta. Solo il web ha ragione, internet è il nuovo paradigma “etico”; le piattaforme sono i sistemi operativi attraverso i quali un individuo “non delega più il politico ma controlla l’operato di un dipendente”.

dentato_50pxL’“accesso alla rete gratuito per nascita” è uno dei nuovi diritti fondamentali che il Grillismo ha sancito solennemente, dimenticando l’Uomo nella sua interezza, fatto di spirito anima e corpo, passione ed intelletto, sentimenti e ragione; l’innovazione tecnologica della politica sopprime la comunità in carne ed ossa sostituendola con la piazza virtuale di “cittadini digitali”.

dentato_50pxSe già era in crisi il sistema di selezione della classe dirigente sulla base di reali competenze, se già denunciavamo una società fatta solo di diritti senza i corrispettivi doveri, ci siamo ritrovati ad avere al “comando” gente vocata a cancellare definitivamente ogni residuo di qualità. La rete, in questa prospettiva, proclama il mondo della quantità a scapito delle differenze.

dentato_50pxL’epilogo è stato raggiunto con l’ormai ben noto “distanziamento sociale”, un concetto fasullo già di suo: a prescindere dal fatto che si dovrebbe parlare di distanziamento, non “sociale” ma fisico (questa sarebbe la corretta finalità socio-sanitaria del distanziamento), resta inquietante l’imperativo categorico del Governo, di cui il Grillismo è una compagine fondamentale. Finalmente, non più persone capaci di diventare uomini, ma individui destinati a rimanere tali ed ora, per giunta, costretti ad evitare ogni rapporto umano che non sia filtrato da dispositivi di protezione, appunto, “individuali”.

dentato_50pxIl distanziamento sociale corona il sogno grillino di una massa grigia ed amorfa che si vanta di aver liberalizzato l’accesso all’informazione e di aver abolito qualsiasi ostacolo fra i “cittadini” e lo Stato, e si ritrova ad aver eretto distanze invalicabili riducendo l’uomo a monade atomizzata, anodina ed incomunicabile. In questo delirio crescente di panico collettivo fondato sull’assistenzialismo virologico coercitivo, ogni bambino rischierà di dover respirare, simbolicamente e fisicamente, entro un divisore di plexiglass, abituandosi sin dalla tenera età al “distanziamento sociale” e portando a termine quello straniamento che, secondo un climax pluridecennale, era stato già avviato mediante televisore, cellulare, social.

dentato_50pxContro il distanziamento sociale, occorre riscoprire l’uomo come persona che appartiene a se stessa ed è dotata di forma, di qualità sue proprie, capace di socialità non virtuale ma reale. Un uomo vero, persona unica ed irripetibile, capace di accettare i propri limiti, di conoscere e realizzare le proprie potenzialità, consapevole di possedere un grandissimo dono: il libero arbitrio. Un uomo capace di aprirsi sempre a ciò che sta più in alto, di onorare senza invidia chi ha più talenti, di guidare senza superbia chi ne ha meno; occorre riscoprire il divino, senza il quale l’utopia di realizzare il paradiso su questa terra diventa un inferno.

dentato_50pxAltrimenti avremo perso l’uomo, avremo perso noi stessi in un incubo giallo divenuto realtà.

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  1. Bell’articolo, Giovanni. la vacuità del Grillismo non mi è sfuggita in quelle poche riunioni a cui ho partecipato , visto soprattutto come vacuità personale dei partecipanti. io pero ci vedo di molto peggio: un operazione di ingegneria sociale a progetto per ottenere quello che si è ottenuto. I progettisti di questa opera hanno un nome, un cognome e un origine. Se ne vedono gli effetti e cio ci basta per decidere come operare, ma sul motore si possono fare delle congetture che in breve non saranno piu tali non appena si riuscirà a seguire le prossime tracce internazionali del denaro, che già si cominciano a palesare

  2. Francamente un ottimo antidoto per scoprire il libero arbitrio, per aprirsi a ciò che sta in alto c’è ed è quanto di più lontano vi sia dalle “e-verità” dei seguaci del bravo comico: frequentare attivamente uomini liberi che, tramite antichi metodi, più inclini al simbolismo che non al confronto retorico-dialettico, sotto cieli stellati, rinnovano
    i sacri lumi della ricerca interiore…