L’emergenza del Conte zio

Prolungare lo stato d’eccezione, eternarsi a Palazzo Chigi

Si era facili profeti quando nel marzo scorso e in pieno lockdown s’anticipava quanto accade oggi: che lo stato d’emergenza sarebbe stato prorogato e trasformato in permanente stato d’eccezione. Per rinnovare il dominio sul paese, coprire la propria inettitudine, disarticolare ogni forma d’opposizione, per troncare e sopire ogni dissenso, anche interno alla maggioranza.

dentato_50pxSopire e troncare…Se Giuseppe Conte ha un talento è del resto, per atavismo, il medesimo di quel Conte zio dei Promessi Sposi: Un parlare ambiguo, un tacere significativo, un restare a mezzo, uno stringer d’occhi che esprimeva: non posso parlare; un lusingare senza promettere, un minacciare in cerimonia”.

dentato_50pxDescrizione perfetta d’un tipo umano e della dimensione in cui siamo ripiombati: come in un nuovo servile, cupo Seicento spagnolo e senza farci mancare la peste – del Covid e della pandemia psichica scatenata dai professionisti della paura. “Abbiamo fatto un aggiornamento sul punto – diceva Conte alla vigilia dell’approvazione della proroga emergenziale e a proposito del ‘minacciare in cerimonia’ – e abbiamo convenuto che allo stato della situazione, che richiede massima attenzione, andremo in Parlamento a proporre la proroga dello stato di emergenza ragionevolmente fino alla fine di gennaio”.

dentato_50pxTra le misure, per ora, l’inasprimento dell’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, con sanzioni che vanno dai 400 ai 1000 euro, mini (per ora) lockdown che vincolano i locali a chiusure anticipate e, in esibizione di forza, l’esercito per le strade a intimidire.

dentato_50pxI Dpcm di Conte come le grida manzoniane avranno validità di legge e di nuovo come in primavera saranno annunciati in stillicidio di paternali a reti unificate e diretta tv. Perché è chiaro che lo stato d’emergenza si trasformerà in un nuovo diluvio di Dpcm con cui il Conte zio, a Parlamento silenziato, limiterà di nuovo e a suo piacimento le libertà fondamentali degli italiani.

dentato_50pxDpcm da interpretare ovviamente, come nella lugubre scorsa primavera, così da tener larghe le maglie dell’arbitrio e così reiterare l’incertezza del diritto. E coi lasciapassare, i posti di blocco, i droni spia torneranno nuove cacce all’untore – così da riattizzare guerre orizzontali e stornare la possibilità d’ogni verticalizzazione del conflitto sociale –  nuove ondate collettive di paura e di tensione e torneranno i “sindaci sceriffi”, un’altra delle vergogne nazionali.

dentato_50pxLo scopo è amministrare ancora a proprio vantaggio il disastro per gran parte procurato. Ecco la missione e in fondo la vocazione dei negazionisti di ieri – “Il Covid è un’influenza, chi propaga allarmismo è un razzista” ricordate? – divenuti intanto loro procuratori d’allarme e accusatori implacabili d’ogni pensiero critico. D’ogni razionale misura e buon senso per cui se è evidente che i contagi sono in aumento rispetto all’estate altrettanto evidente è che la gran parte dei positivi è asintomatico e a portare i numeri in emersione sono il maggior numero di tamponi. Del resto era risaputo che con l’autunno i casi di contagio sarebbero aumentati eppure come ci si è attrezzati a riguardo? Oltre a preparare cioè il piano del nuovo stato d’emergenza, che hanno fatto costoro? Non hanno saputo mettere in campo un solo, serio strumento di prevenzione, implementare per tempo le rianimazioni, rendere agevoli e veloci i tamponi – nel Lazio, per farne uno, occorrono sei ore di fila…In compenso alla vigilia d’estate il nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio, prima di prendere il largo in barca a vela, delirava lucidamente di corridoi turistici da aprire con Pechino per favorire il flusso di cinesi nelle nostre città d’arte.

dentato_50pxPeraltro, a rigore, si può definire emergenza una situazione che era prevista da mesi? Ha naturalmente ragione Sabino Cassese: “La dichiarazione dello stato di emergenza serve solo alla macchina statale per esercitare poteri che non potrebbero essere esercitati altrimenti. E allora perché non si sono introdotte forme più rapide per affrontare queste questioni? Il potere di emanare dpcm non è limitato allo stato di emergenza. Quest’ultima serve a sveltire procedure che non si ha l’intelligenza di sveltire con modalità ordinarie”.

dentato_50pxL’emergenza vera insomma è solo quella che ha Conte di spegnere sul nascere – sopire e troncare – ogni possibilità di liberare della sua presenza Palazzo Chigi.

dentato_50pxCapaci di tutto, buoni da niente costoro sono infatti ancora al governo e presumibilmente ci resteranno; per l’insipienza delle opposizioni e perché il senso comune, ormai isterizzato ad arte da agit-prop di regime e decenni di sottoculture, sembra aver archiviato con il carattere ogni buon senso e misura razionale. Intimiditi dalla Paura – e fors’anche ormai persino da quel “minacciare in cerimonia”- gli italiani hanno smesso di pensare. E’ il vuoto che s’è generato ad avere attirato questo pieno di nulla, questa riedizione di spagnolismi e di barocco “come quelle scatole che si vedono ancora in qualche bottega di speziale, con su certe parole arabe, e dentro non c’è nulla…”

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