La Great Barrington Declaration

Un diverso punto di vista estromesso troppo in fretta

Gli autori sono la professoressa Sunetra Gupta dell’Università di Oxford, il dottor Martin Kulldorff dell’Università di Harvard e il dottor Jay Bhattacharya di Stanford, a loro si aggiungono molti altri qualificati cofirmatari, ma questo non è bastato per prendere in giusta considerazione la Great Barrington Declaration. Giusta considerazione non significa approvazione, ma semplice presa d’atto che chi la sostiene è scienziato, epidemiologo, medico come chi la avversa, allo stesso modo e in questo caso pure di una certa autorevolezza.

dentato_50pxLa G.B.D. è una proposta fatta da scienziati che non sposano l’idea del lockdown, ma in poche settimane ha subito un’ondata di disprezzo che è il contrario di un equo giudizio. La si è voluta liquidare celermente, cercando di screditare le persone e gli enti coinvolti nel lavoro di redazione del documento. Una serie di attacchi è stata lanciata da più parti specialmente negli USA, in Italia se ne è discusso troppo poco, tirando in ballo persino l’ideologia o il lobbysmo, come se questi non fossero argomenti ribaltabili con enorme facilità. Del resto in questo periodo chiunque non alimenti il panico è malveduto e le idee che propone non meritano nemmeno di esser ragionate. Alcune critiche ridicole alla G.B.D. sono basate su qualche firma falsa che appare tra le libere adesioni, siglata con nomi al limite del comico. Il problema è stato riconosciuto dagli stessi autori, ma non è cosa strana in internet. Tra l’altro è probabile che tali firme siano di alcuni detrattori scorretti intenti a costruire una critica infamante; sicuramente non sono sufficienti per obliare le firme vere. Basterà osservare la pagina Wikipedia della G.B.D., che viene modificata continuamente, per prendere atto di una guerra di comunicazione in corso tra le parti.

dentato_50pxNel contenuto della dichiarazione c’è la richiesta, rivolta principalmente ai governi di Usa e Uk, di evitare il mezzo del lockdown per contenere l’epidemia, puntando su un approccio di protezione mirata e, cosa che ha destato perplessità tra i critici, sostenendo la possibilità di un’immunità di gregge. Ciò non può sminuire però il proposito e le motivazioni della richiesta, che sono del tutto fondati. Ancora non si pensa veramente a lungo termine e alla miriade di problemi di salute ed economici che pur esistono nonostante il virus. Questo ignorare, basato sulla paura per l’immediato, non può cancellare i forti danni collaterali delle scelte basate sul blocco, sia le passate che quelle possibili nell’immediato futuro.

dentato_50pxLa G.B.D. vuole arginare gli “impatti dannosi sulla salute fisica e mentale” delle restrizioni e punta ad un utilizzo massivo di risorse al fine di proteggere solo le categorie a rischio: “Le attuali politiche di blocco stanno producendo effetti devastanti sulla salute pubblica, a breve e lungo periodo. I risultati (solo per citarne alcuni) includono tassi di vaccinazione infantile più bassi, peggioramento degli esiti delle malattie cardiovascolari, meno screening per il cancro e deterioramento della salute mentale – con la conseguenza che questo porterà negli anni a venire a un aumento della mortalità, con la classe operaia e i membri più giovani della società che ne soffriranno il peso maggiore [..] Mantenere queste misure fino a quando non sarà disponibile un vaccino, causerà danni irreparabili con conseguenze sproporzionate per i meno fortunati”. L’idea che la risposta al Covid sia l’unica priorità di tutta una società è per gli autori un gigantesco errore sia logico che applicativo.

dentato_50pxIl numero delle firme cresce di giorno in giorno, molte migliaia sono di medici e scienziati della salute pubblica ma c’è anche la gente comune e il percorso sembra solo all’inizio. La cosiddetta protezione focalizzata degli individui più a rischio è così folle come gran parte del parco mediatico vorrebbe farla apparire? La lettera lo dice chiaramente, il virus è ora più conosciuto e meglio trattabile, non da sottovalutare ma nemmeno da considerare per più di quello che è. Sarà forse troppo estrema la Great Barrington Declaration? In periodi come questi, in cui si vive nell’altro estremo, in un clima di continua minaccia basato sul gioco delle aspettative sul lockdown, queste iniziative servono in ogni caso a bilanciare.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *