La via e la scappatoia

Il tempo prossimo del Natale è il sentiero più umile e stretto, elude i conteggi, il numero, il limite… passo verso l’ultima, la più propria, delle case. Una dimora scaldata dal respiro animale, affratellata alle sterpi. Il tempo sgorga nella ripetizione vitale di un Arrivo, s’addensa nella risanante sospensione di chi nasce. Segnati dal distacco della Legge che anima queste ore buie, occorre vegliare sul fiato bambino del mondo, immaginarsi frontali al più indifeso essere che ci osserva dalla mangiatoia o da un nido, o da un letto sbiancato. Egli giunse senza soccorso altro che delle più nude cose. Per tutti egli arriva, eredita di nuovo il tempo, offre soccorso senza proclami. Si ascolti la totale mutezza, assenza di parola organizzata, il suo riposo nel ventre del bue o dell’asino. Il flatus vocis ora spesso confonde gli uomini, il senso non sia allora che nella forma del vagito o del pianto. Lo sgretolamento, la distanza, l’asfissia, non sono temute dal suo calore di viscere, da quella notte che ha dettato il confine del tempo. Ora si attende un nuovo respiro, come non mai. Bello è donare ai propri cari ed amici, un passo di una poesia di Clemente Rebora, uomo che seppe come rari l’integrità di questo richiamo: “Nella civil asfissìa,/ architettando il diavol suo scompiglio,/ preso all’artiglio dell’io/ saggezza da ogni stirpe affastellavo/ a eluder la Sapienza:/ e quale sgretolio intanto!/ Non come fibre fuse in un sol tronco/ i miei pensieri, ma fascio di rami/ cui rotto il laccio ognuno a sé ritorna./ Quando morir mi parve unico scampo,/ varco d’aria al respiro a me fu il canto:/ a verità condusse poesia./ Però non ogni canto è buon respiro,/né tutti i versi fanno poesia.” Ci solchi questa sua immagine in questi giorni, mentre si attende al ritorno: “Egli, il bimbo diritto, venuto a rapire/ quel che c’è di materno/ nel cuore di pietra dell’uomo.” Rebora era convinto che da un lato vi fosse “la scappatoia dell’arte”, la tremenda arte che fa dell’uomo il più ridicolo degli schiavi, lo schiavo delle sue paure, opposta “alla stretta via che salva”, la lotta spirituale per la verità, che si sveste di ogni forma e mezzo. Questa sapienza non ci abbandoni.

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