La polarità apocalittica e H. G. Wells

Intervento tratto dal seminario “La distopia e la dimora”

Non ricordo bene il titolo del mio intervento, se non per il fatto che riguarda H.G.Wells, il quale mi sta, malgrado tutto, simpaticissimo. Perché rassomiglia in fondo a Hitchcock, come lui appartiene a quella Inghilterra cockney non aristocratica, non snob e dotata di un umorismo, di un pragmatismo e di una voglia di fare encomiabili, soprattutto vestito di una bonomia, di un mettere a proprio agio le persone che dobbiamo assolutamente riconoscergli. Tutto questo, insieme al fatto che è l’autore dell’Isola del dottor Moreau, di Things to come, di mille altri libri importanti, di frasi importanti di fantascienza, parrebbe chiudere la questione: appunto renderlo digeribile, renderlo scrittore del tutto inoffensivo.

dentato_50pxTuttavia considerando un fatto sul quale pochi hanno riflettuto, e quei pochi male, egli è anche l’autore di libri che hanno titoli espliciti: The new world order oppure The open conspiracy. Non solo: egli fu una personalità influentissima alla quale farà riferimento ad esempio Churchill, ringraziandolo per molte delle sue idee, e  volentieri persone come Stalin ci dialogarono di persona, e prima di Stalin lo aveva incontrato Lenin. Per dissertare di cosa? Appunto del nuovo ordine mondiale. I resoconti di questi colloqui sono piuttosto divertenti, la sostanza un po’meno. Perché la personalità di quest’anima si definisce in una sinistra e inquietante completezza.

dentato_50pxÈ per formazione un biologo, che ha studiato con grandi biologi, il suo mondo è il mondo della tecnica. Non è una tecnica filosofata, ma una tecnica pura che Wells insomma incarna. E con il pragmatismo del biologo  contesta appunto a Lenin e a Stalin non tanto i loro obiettivi disumani, la collettivizzazione, quanto piuttosto la loro inefficienza, il fatto che non mettono i migliori a dirigere questo processo di “uniformizzazione dell’umanità”. Per il resto, Wells è completamente d’accordo con loro, cioè pensa che l’unica esistenza possibile dell’umanità nel futuro, che possa abitare il pianeta, sia un’esistenza plurima, dove “non esista più l’individuo”. L’umano esisterebbe come durante questa epidemia, solo subordinandosi per salvaguardare un alveare di altre persone.

dentato_50pxQuesto compito di costruzione di un’esistenza plurima, nella quale l’individuo viene completamente riassorbito, e io direi anzi annientato, e anche qui si deve riconoscere però la sua intelligenza pratica, richiede secondo lui peraltro che cosa? Uno stato, lo stato mondiale, appunto un nuovo ordine mondiale. È abbastanza singolare che i complottisti si siano per lo più dimenticati di Wells, ed è abbastanza singolare che non siano state indagate le sue affiliazioni. Ma lo ho constatato variamente e più volte. I complottisti sono molto ignoranti, soprattutto dei semplificatori che costruiscono sillogismi, scenari settari in cui riflettono le loro ossessioni essendo per lo più loro stessi in qualche setta o pregiudizio.

dentato_50pxIo ho scritto per esempio su Clinton, sulla formazione di Clinton, in vari libri mi sono dedicato a questi argomenti, al modo in cui gli anglofoni hanno costruito un mondo di relazioni pratiche efficienti per formare le élites. La cosa è stata sempre banalizzata e trascurata, i complottisti hanno sempre prediletto delle banalità. Nessuno di loro studia davvero, e neanche studia i film di Wells. Perché Wells scrisse un romanzo dal quale si trasse un famoso film, che si chiamava Things to come, dove si profeta la guerra mondiale, il bombardamento di Londra e delle epidemie, e nella quale l’umanità verrà salvata da una setta di tecnocrati, gli airman che hanno le loro basi in Iraq, a Bassora, conquistano il mondo e lo costringono ad un destino  socialista, in esistenza plurima, che manderà enormi astronavi come quelle di Elon Musk in tutti pianeti. In questo mondo tra uomini e donne non c’è molta differenza, nel film le donne e gli uomini vestono alla stessa maniera,  da Renato Zero samurai, con strane gonnelline unisex.

dentato_50pxMa la cosa che più inquieta è che in queste immagini come in altre di Wells si ritrova l’esatto rovesciamento dell’immagine apocalittica. È veramente impressionante come in tutta la sua opera la fantasia di Wells rovesci nella polarità materialista delle immagini spirituali. Per esempio la Time machine altro non è che l’immagine della akasha dei teosofi rovesciata, e cos’è il suo body of mankind se non qualcosa che somiglia appunto alla Bestia, all’Anticristo, esistenza plurima fatta di immagini proiettate, venduta appunto come “religione somma” dell’umanità. Perché questo è: questa è la sola religione che anche i cattolici con questo Papa propagandano: l’umanitarismo livellante. Gli angeli giustizieri dell’Apocalisse? Guardatevi Things to come: rassomigliano, rovesciati naturalmente, all’Air Force di Cabal, anche questo nome abbastanza rivelatore. Alla fine del film, Cabal assisterà alla partenza dei suoi figli. Ma non sono più suoi figli, non li rivedrà più: partono verso un altro pianeta. Ma ciò non gli importa, perché quello che conta, come in una famiglia di formiche, è il formicaio, non più i propri destini individuali, neppure i più intimi affetti.

dentato_50pxIn breve, le immagini sono molteplici: un’altra è il sole alato come immagine di queste Air Force. Per capire come la storia è stata profetata e incarnata, ci sarebbero mille argomenti. Ma il complottismo per definizione non è serio e non è in alcun modo una risposta alla tragedia, a questo precipizio apocalittico che stiamo vivendo. Siamo entrati in un’altra realtà dalla quale non usciremo. Quest’altra realtà impone appunto frasi e immagini ben diverse. Io non avevo alcuna idea quando ci è stato proposto il titolo di questa conferenza, di ritrovare la risposta alla distopia non solo wellsiana in atto nel capitolo XIV del Vangelo di Giovanni, riunione di frasi inesauribili. La biblioteca del cosmo non le conterrebbe. Una frase come nessun’altra è lì capace di conforto: Μὴ ταρασσέσθω ὑμῶν ἡ καρδία, non rimanga turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio e abbiate fede in me. Nella casa del Padre mio… ἐν τῇ οἰκίᾳ τοῦ πατρός μου μοναὶ πολλαί εἰσιν·. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se così non fosse ve l’avrei detto. Vado a prepararvi un posto… ἑτοιμάσαι τόπον ὑμῖν·. Vado a prepararvi un posto, e quando sarò andato e vi avrò preparato un posto verrò di nuovo a voi e vi prenderò con me. Affinché anche voi siate dove sono io.

dentato_50pxOra, la complicatezza della nostra esistenza e del momento che stiamo vivendo è definita da questa frase. Wells e i suoi stanno trionfando, la Bestia apocalittica s’incarna dispotica e soffocante in distonia inaudita solo un decennio fa. Tanto che il topos, il luogo, la dimora, il restare nell’umano è reso ormai impossibile, almeno nella maniera precedente, consueta dell’umano. La polarità apocalittica tra gli abitanti della terra e quanti nell’esistenza terrena sperimentano i luoghi, le dimore, promesse da Cristo è scelta inevitabile e assolutamente individuale. Direi che è l’unica vera possibilità individuale. Da tutto il resto saremo travolti. Ma da questo “non rimanga turbato il vostro cuore” e da questo posto che c’è preparato mai saremo confusi. Grazie.

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