Orizzonti e minacce del transumano

Intervento tratto dal seminario “La distopia e la dimora”

Il transumanesimo è all’insegna dell’apoteosi della tecnica. Ma è qualcosa di più: è l’ipotesi di uno stravolgimento radicale della natura umana: proprio per questo c’è forse qualche tema utile all’argomento complessivo del seminario di questo pomeriggio. Perché il prefisso trans- non è a caso. Tale prefisso non è esornativo, o diciamo puramente propagandistico, anche se c’è una dimensione di pubblicizzazione forte dell’istanza di novità che dovrebbe derivare dal transumanesimo, cioè una volontà di posizionarsi in maniera netta all’interno del mercato delle idee culturali a disposizione e in circolazione. Ma l’ipotesi radicale è che occorra andare oltre l’uomo, perché l’uomo è inadeguato, insufficiente. Perché l’uomo è qualcosa che va superato. Forse c’è anche una risonanza, o una storia degli effetti, di Nietzsche, in qualche modo. Ma qui Nietzsche viene letto, viene “accompagnato” dalla tecnica, come strumento di realizzazione di questo presunto o preteso transumano, transuomo, attraverso la tecnica.

dentato_50pxÈ dunque la tecnica a diventare il punto di riferimento dell’uomo che non si accontenta più di se stesso, che vuole diventare qualcosa di diverso da quello che è sempre stato, uscendo dai limiti della propria condizione e dalla cornice che ne ha disegnato la traiettoria o il destino, l’antropologia per come la abbiamo conosciuta fino ad ora. Non è un caso che il transumano si caratterizzi innanzitutto per la pretesa di andare oltre la dimensione umana più tradizionale, in qualche modo limitata e limitante, in relazione al grande tema della morte.

dentato_50pxQuindi la manifestazione ineluttabile della nostra finitudine, della nostra fragilità è ciò entro cui il transumano cerca tecnicamente di operare. Evidentemente con ciò comportando una radicale alterazione della natura umana. Sapete tutti benissimo che l’uomo è il mortale, forse una tra le affermazioni più vere sull’uomo, tra le più classiche. Essa ha a che fare tanto con la tradizione classica che con il pensiero di Heidegger. L’essere-per-la-morte è ciò che il transumano cerca radicalmente di emendare, grazie ad una operazione “tecnica”, che presume di raggiungere l’immortalità, in ultima analisi.

dentato_50pxDunque la dimensione del superamento dell’umano grazie a questa grande longevità e immortalità ha che fare con il ruolo della tecnica. Essa assume un significato e un peso insospettato e inedito, estremizzando una dinamica che certamente è già presente nella nostra società e nella nostra storia, ma che adesso assume veramente un ruolo chiave, perché scardina completamente l’antropologia consueta dell’uomo. Cioè la tecnica viene interessata alla completa riprogettazione dell’uomo, esplicita e consapevole. Questo è quello che viene espressamente messo in gioco, messo in campo come obiettivo, come scopo di una presa in mano da parte dell’uomo del suo trascendimento, del suo superamento.

dentato_50pxOra, dato che si tratta di immortalità, di un punto oggettivamente cruciale della nostra visione di noi stessi, di una paura e speranza insieme, connaturate al nostro essere, è chiaro che si carica del peso di queste ultime, di una progettazione utopica molto, molto forte. Io credo che sia, in prospettiva, una visione di tipo parareligioso, tecnoreligioso, tecnoutopistico, gnostico in ultima analisi. Gnosi è un’etichetta applicata in maniera molto frequente, diffusa e spesso generica. Ma in questo caso credo vi sia qualcosa di molto pertinente, che vedremo tra un attimo. Per il momento ribadisco la dimensione utopica e religiosa: per quanto riguarda la dimensione utopica credo sia già abbastanza chiaro, ma occorre notare che è una dimensione utopica che si muove entro una coloritura religiosa, a causa della rilevanza oggettiva del tema della morte e dell’immortalità per l’uomo. Ma anche perché esiste un’analisi ormai classica, che io condivido nella sostanza, che vede nelle grandi ideologie del ventesimo secolo delle forme di religioni politiche, come è stato detto da molti.

dentato_50pxOra, la crisi delle religioni politiche lascia uno spazio enorme ad una riproposta di visioni, prospettive di speranza e salvezza, affidate oramai esclusivamente alla tecnica. Laddove la politica ha al massimo il compito di amministrare l’esistente, sempre se vi riesca, senza pretendere di mettere a posto il “legno storto” dell’umanità, progetto che con ottime ragioni può lasciare molto diffidenti. La politica ha cercato di fare questo, ma non c’è riuscita, e a dir vero non amministra neanche. Ebbene, di fronte a questi fallimenti la tecnica, oggettivamente molto più efficace della politica, è capace di proporre con un certo quoziente di plausibilità, delle ipotesi magari “fantascientifiche”, ma che hanno il prestigio della scienza e della tecnica alle spalle. Ma facendo questo, essa rischia di diventare l’ennesima ideologia, ovvero religione politica che cerca di sanare il “legno storto dell’umanità”. Cerca di raddrizzarlo. Cerca di togliere quella spina della fragilità, quella spina della contingenza umana, che avevano un tempo le religioni come obbiettivo. Ma la risoluzione del punto debole dell’uomo era in forma trascendente. Qui abbiamo invece il piano di immanenza dell’ideologia politica da un lato, il piano di immanenza funzionante ed efficace della tecnica dall’altro. Dunque quest’ultima diventa come una prospettiva di salvezza nel transumanesimo.

dentato_50pxQui è opportuno dire qualcosa sul tema della gnosi, che è molto importante e ci aiuta a capire meglio il transumanesimo nella sua natura più profonda. Il transumanesimo è consapevole che il rafforzamento in direzione di questo potenziamento dell’umano, di questo superamento dei limiti dell’umano verso la longevità e l’immortalità, può andare avanti, grazie a terapie farmacologiche, ad organi artificiali, a tecniche che consentono costantemente di riparare la macchina del corpo, o la macchina del cervello. Se si può integrare con dei chip nel nostro cervello qualcosa nella nostra macchina mentale, più o meno limitata e man mano che deperisce, il transumanesimo è assolutamente contento.

dentato_50pxMa ogni macchina corporea o artificiale, anzi ogni struttura materiale, è soggetta in qualche modo al deperimento nel corso del tempo. Allora, il transumanesimo rivendica esplicitamente una prospettiva di immaterialità. Una prospettiva per cui alla fine la nostra realtà virtuale, la nostra realtà immateriale è quella che deve sopravvivere, è quella che deve durare, come pura informazione, come puro codice. La mia identità è ciò che può essere codificato, che viene codificato e può essere riversato, scaricato in supporti materiali nel corso del tempo, illimitati. È questa l’“immortalità”. Ecco perché mi pare ci sia una istanza gnostica, in uno dei suoi motivi più evidenti. Perché ovviamente la materia, questa dimensione umana fatta di corpo e di mente, questa dimensione umana instabile e fragile, è ciò che viene messo in discussione dal transumanesimo.

dentato_50pxOgni spazio di dimora entro la dimensione del mondo, entro la dimensione corporea, di materialità oltre che di spiritualità, questa compresenza così umana, viene così sbilanciata in direzione di un primato dello spirituale, della pura dimensione informazionale. Quest’ultima diventa veramente rilevante: ad essa è affidata la scintilla del sapere, la scintilla gnostica, tagliando completamente fuori la materia. Come vedete, una riattivazione di temi molto classici, molto tradizionali, in un contesto molto moderno. Ma proprio questo cortocircuito tra antico e moderno rende estremamente accattivante in un certo senso questo tema “transumanista” e capace di diventare un punto di riferimento ideologico, cui personalmente guardo con molto timore, in prospettiva.

dentato_50px[Antonio Allegra insegna Filosofia presso l’Università per Stranieri di Perugia. È autore di studi ispirati da un progetto complessivo di indagine sulle forme del soggetto, a partire dalla modernità e fino ad alcune linee di tendenza contemporanee: nell’ultima fase della sua riflessione ha acquistato grande centralità la questione molto attuale del post-e transumanesimo, su cui ha scritto, in particolare, Visioni transumane. Tecnica salvezza ideologia, Orthotes, Napoli 2017]

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