Dante Paradiso XXXIII, 1-21

dentato_50pxVergine Madre, Figlia del tuo Figlio, /umile ed alta più che creatura, / termine fisso d’eterno consiglio. // Tu sei colei che l´umana natura / nobilitasti, sì che il suo fattore, / non disdegnò di farsi tua fattura. // Nel ventre tuo si raccese l’amore, / per lo cui foco nell’eterna pace, / così è germinato questo fiore. // Qui sei a noi meridiana face, / di caritate e giuso intra i mortali / sei di speranza fontana vivace. // Donna, sei tanto grande e tanto vali, / che qual vuol grazia e a te non ricorre, / sua disianza vuol volar senz´ali. // La tua benignità non pur soccorre / a chi dimanda, ma molte fiate / liberamente al dimandar precorre. // In te misericordia, in te pietade, / in te magnificenza, in te s´aduna, / quantunque in creatura è di bontade.

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